Lunedì, 14 Giugno 2021
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Università: Rosolen, da Crui linea guida nitide su digitalizzazione

Udine, 27 giugno - Linee guida nitide sulla strategia per attuare la digitalizzazione degli atenei e la ricerca di soluzioni fruibili a ogni livello del sistema, con un forte allineamento e un processo obbligatorio di dialogo tra soggetti sotto una cabina di regia solida.

È quanto l'assessore regionale all'Università, ricerca, formazione, istruzione, lavoro, Alessia Rosolen, auspica possa essere il risultato al termine della Conferenza dei rettori delle Università italiane (Crui) riunita a Udine nella due-giorni di confronto in cui studiosi provenienti da 80 università e centri di ricerca italiani sono al lavoro per stilare il primo Piano nazionale per l'università digitale da consegnare al Governo.

Rosolen è intervenuta all'inizio della sessione dei lavori aperta dal rettore dell'Università di Udine e segretario generale della Crui, Alberto Felice De Toni, portando i saluti istituzionali del presidente della Regione Massimiliano Fedriga e affrontando i temi più cruciali che riguardano il suo referato.

"Il Piano nazionale università digitale - ha evidenziato Rosolen - è un tema di incalcolabile importanza cui la Regione Friuli Venezia Giulia è attentissima. Su queste infrastrutture si gioca la partita del futuro del sistema Italia e l'avvenire delle generazioni che oggi popolano le aule e i laboratori dell'università e ancor prima i banchi delle scuole".

L'assessore ha rimarcato come il Friuli Venezia Giulia abbia fatto passi importanti negli ultimi dieci anni per accorciare il divario tra gli attori del mondo della ricerca e dell'università e configurare una piattaforma regionale sempre più omogenea e compatta, anche sotto il profilo delle norme e delle relazioni istituzionali.

"Dieci anni fa - ha ricordato Rosolen - nella mia precedente esperienza da assessore regionale all'Università e ricerca c'erano tre atenei che non dialogavano; oggi trovo un sistema coeso, con obiettivi comuni e che offre servizi omogenei su tutto il territorio: questo risultato è frutto di una visione politica e di guida che già un decennio fa l'amministrazione regionale aveva individuato come fondante e che ha perseguito in tutti questi anni".

Rosolen ha ricordato come la Regione, insieme al sistema universitario, con la legge regionale 2/2011 ha attuato un modello di finanziamento degli atenei che si fonda su una programmazione triennale condivisa e che è anche premiante verso progetti da realizzarsi in collaborazione. Nella programmazione uno spazio è stato riservato ai temi legati all'innovazione degli strumenti e delle metodologie didattiche dinnanzi alle sfide poste dall'era digitale, al fabbisogno di infrastrutture sicure per lo scambio di una mole di dati, quest'ultimo elemento fondamentale per garantire ricerca di qualità. Il progetto Rete 100 G, ha ricordato Rosolen, ne è un esempio.

"Oggi siamo pronti - ha indicato Rosolen - a dispiegare il potenziale racchiuso nella densità e nella qualità del nostro sistema di ricerca. La Regione è pronta a fare ancora la sua parte nella convinzione che l'unione di più risorse pubbliche e private e la condivisione di obiettivi strategici di sviluppo di un territorio tra gli attori chiave sia un approccio premiante, soprattutto per affrontare temi innovativi o di frontiera legati alla nuova era digitale".

La sfida che attende oggi il sistema regionale universitario, dalla ricerca e soprattutto dell'alta formazione "è quella - ha concluso Rosolen - di essere ambizioso e porsi l'obiettivo di creare una classe dirigente in grado di essere fattore trainante per l'economia del Friuli Venezia Giulia". ARC/EP/ppd
 



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