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Zamberletti: Riccardi, ha insegnato cultura del "pensare al domani"

Borrelli, il suo esempio l'umiltà e il gioco di squadra

Gemona, 26 feb - Il tratto umano, quel "quid" che rende un uomo capace di lasciare il segno, ma anche la capacità di visione e di strategia sul domani.

Questa l'eredità che lascia Giuseppe Zamberletti e che il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha voluto sottolineare in occasione del trigesimo in onore dell'on. Giuseppe Zamberletti celebrato nel duomo di Gemona alla presenza del governatore Massimiliano Fedriga.

"È difficile ricordare Zamberletti a Gemona, nella città in cui lui si sentiva ormai di casa e farlo in modo inedito", ha esordito Riccardi, inquadrando il ricordo "di uomo che ha segnato la storia di questa terra e che ha dimostrato che una speranza ti può condurre a un risultato".

Zamberletti ha insegnato "che da una tragedia si può ripartire" e ha permesso al Friuli di cogliere occasioni affinché una terra passasse dai margini dell'Europa a crocevia. "Quella strategia fu una lezione spesso in controtendenza con questi tempi", ha osservato Riccardi.

Per Riccardi "Zamberletti riuscì a mettere insieme comunità scientifica, istituzioni, il popolo del volontariato, fermo nelle decisioni, ma non prima di aver ascoltato, studiato, capito, mediato".

"Ma il punto più alto che lascia - ha concluso il vicegovernatore - è la cultura del pensare al domani, a chi ci sarà dopo di noi, a cosa accadrà nel futuro per non farci trovare impreparati".

La cultura della prevenzione come eredità su cui imperniare l'attività della Protezione civile è stata al centro anche dell'intervento di Borrelli, che ha ricordato "il legame di Zamberletti con questo popolo", la sua umanità e umiltà unica al mondo.

"Ho condiviso fino all'ultimo con lui il progetto della prevenzione, l'attenzione alla seconda fase della ricostruzione, quella successiva ai soccorsi, quella per le soluzioni abitative di emergenza", indicando come modello quello di "un ufficio centrale che possa intervenire con pieni poteri, composto non da burocrati ma da volenterosi che sentano il senso della responsabilità".

"Si anelava a questo modello 100 anni fa, era quello che voleva anche Zamberletti", ha concluso il capo dipartimento nazionale della Protezione civile, confermando al termine del suo intervento che il Governo è pronto a ripartire 3 miliardi di euro di danni in tre anni per il ristoro dei danni a beni pubblici e privati dei territori colpiti dal maltempo. ARC/EP

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