Rugby, Boz: "E' un momento difficile, occorre dare il massimo per rimanere in serie C"

Parla il presidente del Venjulia Maurizio Boz. L'obiettivo è salvare la categoria e proseguire nel progetto di rinnovamento societario che riguarda il lavoro a livello giovanile, la ristrutturazione del Campo Ervatti di Prosecco, la gestione della comunicazione e dei rapporti con gli sponsor.

La parola d'ordine è coesione. Ha le idee chiare Maurizio Boz, presidente del Venjulia Rugby Trieste. Il momento non è facile: la prima squadra si giocherà la salvezza nella poule retrocessione, dopo aver chiuso al penultimo posto il girone A del campionato di Serie C. Un risultato al di sotto della aspettative, che ha spinto dirigenti, staff e giocatori a un confronto interno che ha caratterizzato le ultime settimane in casa Venjulia. L'obiettivo, ribadisce Boz, è salvare la categoria e proseguire nel progetto di rinnovamento societario che riguarda il lavoro a livello giovanile, la ristrutturazione del Campo Ervatti di Prosecco, la gestione della comunicazione e dei rapporti con gli sponsor.

Presidente Boz, come riassume il momento che sta vivendo la First XV dei "Cani Sciolti"?

Sicuramente è uno dei più difficili degli ultimi anni. L'obiettivo stagionale era arrivare tranquillamente alla salvezza e giocare i playoff. A questo punto dell'anno siamo costretti a ridimensionare le nostre ambizioni e dare il massimo per rimanere in Serie C. Personalmente sono convinto che abbiamo tutte le carte in regola per farcela, ma ci vuole impegno e generosità da parte di tutti.

Cosa non ha funzionato, a suo avviso?

C'è una questione tattica e una psicologica. La prima riguarda il metodo di gioco di coach Sergio Kelemenic, che la squadra non ha assimilato al 100 percento nonostante il grande lavoro fatto in allenamento ogni settimana. C'è poi il tema mentale, molto importante: stiamo ancora pagando la retrocessione dell'anno scorso maturata al termine di un campionato in cui ci siamo confrontati con formazioni molto più forti di noi. Secondo me quelle sconfitte pesano ancora nelle testa di più di uno dei ragazzi.

Come reagire?

L'unica cosa importante in questo momento è restare uniti e credere nelle nostre possibilità. Ogni rugbysta e ogni sportivo sa che esistono i momenti di slancio e quelli di caduta. E' facile essere squadra quando si vince, è molto più difficile e più importante esserlo quando si perde. Ed è l'unico modo per tornare a vincere. Condivido quanto espresso dal direttore sportivo Giorgio Metz su queste pagine la settimana scorsa: collaborazione e dialogo sono imprescindibili per uscire dalla crisi. A livello giovanile come procedono le cose?

Stiamo crescendo molto, ci sono diversi giovani e giovanissimi di prospettiva. Come ho sempre detto, lavorare sul vivaio è la cosa più importante per assicurare il futuro non solo della prima squadra, ma di tutta la società.

E a proposito di futuro, qual è la situazione dell'Ervatti?

Anche in questo senso stiamo lavorando molto. Ogni società professionale ha una casa dove svolgere allenamenti e partite nella massima autonomia. Il nostro obietrivo è riammodernare il campo, a partire dal rifacimento del terreno di gioco in sintetico, cosa che permetterebbe di avere il prato fruibile al meglio per tutto il corso della stagione. Inoltre vorremmo rivestire con una copertura in plastica il muretto che circonda la struttura, in modo da limitare al minimo i rischi di incidente, soprattutto per i più piccoli. Tutte operazioni che sarà molto più facile fare da giugno 2020, se come annunciato dall'amministrazione comunale, prenderemo ufficialmente in gestione gli spazi.

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