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Conferenza: "Svevo, Montale e il Sentore di Trementina" Conferenza Oggi Pomeriggio al Gopcevich

Si svolgerà oggi, giovedì 15 marzo 2012 alle ore 18 nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (via Rossini, 4 – Trieste) la conferenza “Svevo, Montale e il sentore di trementina”. A parlare del rapporto tra i due scrittori sarà il professor Elio...

Si svolgerà oggi, giovedì 15 marzo 2012 alle ore 18 nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (via Rossini, 4 - Trieste) la conferenza "Svevo, Montale e il sentore di trementina". A parlare del rapporto tra i due scrittori sarà il professor Elio Gioanola, nato a San Salvatore Monferrato nel 1934, per trent'anni insegnante di letteratura italiana all'Università di Genova e considerato uno tra i maggiori critici italiani del Novecento. L'incontro, a ingresso libero, fa parte del calendario delle celebrazioni sveviane promosse dal Comune di Trieste, che si concluderanno il prossimo 31 marzo. Il rapporto fra Italo Svevo ed Eugenio Montale, fecondissimo e di fondamentale importanza sia per lo scrittore che per il poeta inizia con un incontro casuale a Milano e la scoperta che il padre di Montale, un importatore genovese di resine e d' acquaragia era un fornitore della ditta Veneziani: «Da allora», scrisse poi Montale, «un sentore di trementina restò sempre noi nostri rapporti».

Elio Gioanola, indagherà sul rapporto di questi due personaggi emblematici della Letteratura italiana del Novecento a partire dal suo classico Un killer dolcissimo, indagine psicoanalitica sulla Coscienza di Zeno, e fino al suo recente saggio su Montale "Montale. L'arte e la forma di vita di chi propriamente non vive" (edito da Jaca Book, 2011) che a questo rapporto ha dedicato pagine illuminanti.

Elio Gioanola, dal suo primo saggio su Cesare Pavese ad oggi, ha indagato come nessuno la complessità del novecento italiano, trovandone le radici nella figura di Giacomo Leopardi. Il saggio "Leopardi, la malinconia" è probabilmente il suo scritto maggiore. Negli ultimi anni ha pubblicato anche opere di narrativa che hanno sempre fatto riferimento alla sua piccola patria, il quartiere di Prelio nell'amata San Salvatore. Il libro a Montale, del quale era amico e corrispondente, è anche un omaggio alla Liguria nella quale vive dalla fine degli anni sessanta.


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