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Primo maggio, più manifestazioni e nessun corteo: centinaia di persone nelle piazze triestine

Cgil Cisl e Uil hanno manifestato in piazza secondo le normative antipandemiche per festeggiare la festa dei lavoratori e portare in piazza le istanze delle varie categorie di lavoratori. Poco prima, un flashmob organizzato da Cobas, Germinal e Usi - Cit, mentre Usb e altre associazioni della sinistra cittadina hanno manifestato separatamente in campo San Giacomo

Un Primo Maggio senza corteo, con una manifestazione statica che ha radunato cira trecento persone in piazza Unità (secondo stime della Questura), organizzata da Cgil Cisl e Uil. Non solo un presidio per esporre e rivendicare le istanze dei lavoratori, ma anche un bilancio di un anno di pandemia, dove i rappresentanti di varie categorie economiche hanno portato la testimonianza di come il Covid e la sua gestione da parte delle istituzioni abbiano richiesto grandi lotte e sacrifici a tutti: dai pensionati, spesso considerati “sacrificabili” ai sanitari e ai dipendenti della grande distribuzione alimentare, sempre al lavoro e in prima linea anche e soprattutto nei picchi dell’emergenza. Il tutto è iniziato alle 10:30, mentre alle 10 ha avuto luogo un flashmob organizzato sempre in piazza da Germinal, Cobas e Usi – Cit.

“Siamo contenti di manifestare in piazza dopo un anno chiusi in casa – ha dichiarato Luciano Bordin (Cisl) -. Oggi l’azzeccatissimo slogan è ‘l’Italia si cura con il lavoro’. Dopo quello che abbiamo perso gli investimenti previsti dal Pnrr devono avere un ruolo centrale nelle politiche del Governo. Chiediamo con forza che sia gli ammortizzatori sia il blocco dei licenziamenti continuino fino a che questo paese non sarà ripartito veramente, perché altrimenti avremmo grandi e irrisolvibili problemi sociali”.

Michele Piga (Cgil) dichiara invece che: “Il paese ha tenuto grazie ai lavoratori, quelli della sanità pubblica, i lavoratori degli esercizi pubblici essenziali come i supermercati, gli sportelli delle poste e delle banche. Ci troviamo dopo un anno di pandemia con enormi disparità e sono aumentate le disuguaglianze: un milione di nuovi poveri in Italia mentre aumentano i miliardari. Bisogna riequilibrare le disuguaglianze e lo Stato dev’essere un forte elemento di coesione investendo in sanità pubblica territoriale nella cultura e nell’istruzione” “Il nostro giudizio su questo sindaco e questa giunta sono negativi – ha poi attaccato Piga -, non hanno voluto ascoltare le istanze venute dalla parte della rappresentanza sociale”.

Secondo Matteo Zorn della Uil: “Il Covid ha messo a nudo tutti i limiti del nostro sistema dopo anni di tagli e di politiche neoliberiste. La sanità è inadeguata, giovani e donne hanno perso il lavoro perché i settori che hanno subito di più la crisi sono stati il turismo, il commercio e i servizi. Non basta uscire dalla crisi sanitaria e pandemica ma ripensare la società con lavoro di qualità, interventi statali, e un’Europa dei popoli e dei lavoratori, non della finanza”. In piazza con i sindacati anche diversi esponenti del Pd cittadino e regionale tra cui Francesco Russo e Laura Famulari. Presente anche una rappresentanza del movimento "Priorità alla scuola".

Durante il flashmob di Cobas, Germinal e Usi – Cit gli interventi sono stati fortemente critici verso il governo Draghi, definito “Garante dell’Unione europea” nella “truffa del recovery plan”. I manifestanti si sono fatti letteralmente portatori di messaggi scritti su cartelli, tra questi “no al coprifuoco”, “no alla gestione militare della pandemia”, “nel 2020 1270 morti sul lavoro” “2020, 101 mila posti di lavoro persi 99mila solo donne” e “una portaerei = 500 scuole o 50 ospedali”.

L’Unione Sindacale di base (Usb), ha invece manifestato in campo San Giacomo, separatamente dalle altre sigle sindacali e collegandosi a una manifestazione parallela (circa un centinaio di persone secondo stime della Digos), che ha coinvolto associazioni quali Linea d’ombra, Non una di meno e Collettivo Tilt, oltre a quelle già presenti al flashmob in piazza. Sasha Colautti (Usb) ha dichiarato che “La piazza è alternativa a quelle degli altri sindacati perché oggi sappiamo che Cgil Cisl e Uil hanno abbracciato mortalmente la linea d’azione politica del Governo Draghi, hanno fatto un endorsement al governo che sta dimostrando di essere asservito a logiche europeiste, tecnocratiche e afferenti alle grandi imprese. Basta pensare al Pnrr appena varato, che mette al centro il profitto delle aziende e non i lavoratori e i cittadini”.

“Questa è una piazza alternativa – ha detto Colautti -, vogliamo dire che ci sono delle libertà che non sono legate al contesto no vax: riteniamo che il diritto al vaccino sia per tutti ma ci sono libertà che non possono essere asservite a logiche d’impresa come quelle che stiamo osservando”. La questione dei vaccini non è stata discussa in piazza, principalmente si è parlato di risposta alla pandemia “che non può essere la riproposizione della solita minestra che prima bisogna rispondere alle aziende e poi ai lavoratori” ha concluso l’esponente di Usb.

Anche Trieste Pro Patria ha organizzato un presidio, come ogni anno in piazza Sant’Antonio, il “Primo maggio tricolore, sempre in protesta contro le scelte operate dai vari governi durante la pandemia. Trieste Pro Patria ha rivendicato il carattere apartitico della manifestazione. Presenti qualche decina di persone e alcuni esponenti dell’estrema destra (non coinvolti nell'organizzazione dell'evento), quali Almerigo Esposito (Forza Nuova) e Fabio Tuiach.

LA FOTOGALLERY DI GIOVANNI AIELLO

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