Miramare conta i marangoni in Adriatico: a Trieste perso il 30 per cento in otto anni

La specie è protetta dal 1979 ed è spesso confusa con i più celebri cormorani. A luglio una quarantina di esperti, coordinati dalla Riserva di Miramare, si è data appuntamento dal Delta del Po fino a Ragusa (Dubrovnik) per il censimento della popolazione

In tutto l’Adriatico sono almeno 5041 ma dal 2012 ad oggi nel golfo di Trieste la loro presenza è diminuita di oltre il 30 per cento. Si tratta del marangone dal ciuffo, uccello marino simile al cormorano al centro del censimento coordinato dalla Riserva di Miramare e che a luglio ha coinvolto una quarantina di ricercatori e tecnici dal Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna, oltre a personale di numerose realtà scientifiche delle vicine Slovenia e Croazia.

La presenza in Adriatico

Diffuso sulle nostre coste, il marangone dal ciuffo è protetto fin dal 1979 ed è considerato “un’ottima sentinella della salute del mare”. Per questo motivo, quello che è stato chiamato il “Marangone Day” ha dato vita ad un appuntamento unico nel suo genere in Adriatico. La quarantina di persone impegnate ha conteggiato simultaneamente la popolazione presente dal castello di Massimiliano e Carlotta fino alla regione ragusea, nel tratto di costa più meridionale della Dalmazia.

Le modalità del censimento

Concentrando i conteggi all’ora del tramonto (quando questi uccelli si riuniscono presso dormitori notturni, vale a dire isole, tronchi spiaggiati ma anche dighe, briccole di canali, impianti di mitilicoltura ed itticoltura, solo per citare alcuni esempi) i risultati del “Maragone Day” hanno assunto una particolare rilevanza, in relazione allo status attuale della specie. Il marangone dal ciuffo, infatti, come si legge nella nota della Riserva Marina di Miramare, “è minacciato da molteplici fattori quali la perdita di habitat causata dall’urbanizzazione delle coste per scopi turistici, il disturbo presso i siti riproduttivi, la cattura accidentale nelle reti da pesca, l’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche e, sempre più attuali, i cambiamenti climatici”.

Il problema mitilicolture

Secondo la Riserva di Miramare, una delle minacce presenti nel golfo di Trieste è quella rappresentata dalla sostituzione, all’interno delle mitilicolture (pedocere in dialetto triestino ndr), dei galleggianti a biventia con quelli monoventia. Essendo questi ultimi disposti in posizione orizzontale, risultano “non idonei alla sosta dell’avifauna, con effetti a medio termine sulla presenza e conservazione di queste specie”. Al censimento e all'importante lavoro di elaborazione hanno partecipato anche l’Istituto di Ornitologia di Zagabria, Birdlife Slovenia, la Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo e la Riserva Naturale della valle Canalnovo e Foce dello Stella, World Biodiversity Association, Saittaria Rovigo, l’Associazione Ornitologi dell’Emilia Romagna e Tringa FVG.

La posizione degli ornitologi

Secondo gli ornitologi di Miramare Paolo Utmar e Davide Scridel, il censimento “consente fin d’ora di conoscere l’abbondanza e la distribuzione della specie fuori dal periodo riproduttivo, le sue preferenze nella scelta dei siti di pernottamento e, cosa più importante, reiterando l’iniziativa anche negli anni a venire, ci consentirà di saggiare lo stato di salute di questo interessante tuffatore transfrontaliero lungo un’area molto più vasta di quella studiata fino ad oggi”.

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