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Il progetto european sharks

Affascinante, innocuo e a rischio: ecco lo squalo elefante, tra i misteri del mare

Le segnalazioni della loro presenza servono soprattutto alla comunità scientifica perché in merito alle informazioni sulla specie permangono diverse zone d'ombra. Eleonora de Sabata è portavoce del progetto LIFE European Sharks, che nei prossimi quattro anni lavorerà al monitoraggio degli squali nel Mediterraneo, dove il 50 per cento è a rischio. "Questo è il primo avvistamento della stagione, non è detto che non ne arrivino altri"

TRIESTE - Per certi versi lo squalo elefante rimane uno di misteri più affascinanti delle profondità marine. L'avvistamento segnalato qualche giorno fa nelle acque del golfo di Trieste rappresenta un evento tanto eccezionale quanto importante per tutta la comunità scientifica. L'autore del video che ritrae l'esemplare nello specchio di mare tra Santa Croce e Marina di Aurisina ha negato l'autorizzazione alla pubblicazione delle immagini, decisione rispettabile dal punto di vista personale, un po' meno invece se si considera la generale scarsità di informazioni e la necessità, da parte dei ricercatori, di maggiori approfondimenti sulla specie. 

Il progetto European Sharks

Per questo motivo Eleonora de Sabata, portavoce del LIFE European Sharks, progetto transnazionale e finanziato dall'Unione Europea che per i prossimi quattro anni studierà le condizioni degli squali presenti nel mar Mediterraneo, metà dei quali sono a rischio estinzione. Il progetto vede la partecipazione di enti pubblici e università di differenti nazioni, e raggruppa ricercatori dall'Italia, Spagna, Francia, Croazia e Slovenia. "Lanciamo un appello affinché chiunque lo veda possa scattare qualche foto o registrare dei video - così la de Sabata -, così da poter condividere più informazioni possibili sull'esemplare". La specie è innocua, si nutre di plancton e lungo le coste italiane è stato segnalato più volte al largo della Puglia e della Sardegna. "In Adriatico gli avvistamenti sono meno frequenti - continua De Sabata -, ma quello degli scorsi giorni assume una particolare rilevenza perché si tratta del primo della stagione". 

L'avvistamento in golfo è eccezionale, squalo elefante di otto metri

"Non stressarlo"

Questi squali sono in grado di compiere migrazioni lunghe migliaia di chilometri, ma poco si sa dei luoghi di riproduzione. "E' un animale pazzesco - sempre de Sabata -, che non va assolutamente stressato, né avvicinarsi troppo con le imbarcazioni a motore in quanto l'elica potrebbe ferirlo". Nelle acque mediterranee si è provato più volte a marcarlo, così da ottenere significative informazioni sui comportamenti, sulla gestazione e su ulteriori elementi meritevoli di studio. "Sappiamo che la gestazione può essere molto lunga e che, nel parto, si va da uno a sei esemplari, ma molto dell'argomento rimane un mistero". 

"Non è detto che non ne arrivino altri"

Può assumere comportamenti anomali. "Nell'oceano Atlantico sono stati avvistati esemplari capaci di saltare fuori dall'acqua. Non si conosce il motivo principale, potrebbero essere comportamenti legati al corteggiamento". In Adriatico si manifestano circa ogni dieci anni. A differenza di quanto si possa immaginare, gli squali elefante non seguono le grandi navi e i loro spostamenti sono dettati anche e soprattutto dalla ricerca di plancton. "Il 2001 era stata un'annata eccezionale per gli avvistamenti nell'Adriatico settentrionale - conclude la portavoce del progetto -, ora che il primo è arrivato, non è detto che non ne arrivino altri". 

In caso di segnalazioni relative alla presenza dello squalo elefante nel golfo di Trieste, oltre ad inviare foto e video all'indirizzo info@europeansharks.eu, si è pregati di contattare la Capitaneria di porto e l'Area marina protetta di Miramare. 

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