A Muggia si punta sul turismo: rinnovato l'Infopoint gestito dal GAL Carso

Nei giorni scorsi si è tenuta l'inaugurazione del nuovo punto informativo di piazzale Caliterna. L'evento è stata l'occasione per fare una riflessione più ampia sul mondo del turismo post lockdown

Immaginare il turismo integrando relazioni ed esperienze affinché possano emergere le peculiarità del territorio in cui viviamo. È questa la missione che ha accompagnato l’inaugurazione del rinnovato infopoint turistico di Muggia avvenuta in piazzale Caliterna nei giorni scorsi. Un’operazione non facile a causa dello stravolgimento che il mercato del turismo mondiale ha subito e di difficile interpretazione in virtù dei rapidissimi cambiamenti a cui i flussi di visitatori sono soggetti.

Alla presenza del sindaco Laura Marzi e dei vertici di PromoTurismo Fvg e del Gal Carso/Kras, l’inaugurazione è stata il momento per una riflessione generale proprio sugli scenari futuri del turismo locale. Non solo Delfino Verde o scintillante cartellonistica, bensì anche e soprattutto la realizzazione di una mappa dove unire location strategiche e funzionali al racconto delle esperienze. “I turisti scelgono i luoghi in base a ciò che si può fare lì, non solo per la bellezza dei paesaggi” è stato ricordato durante la conferenza.

Facendo leva sulla prossima diffusione di una app dedicata al territorio e scaricabile da chiunque, il mondo del turismo litoraneo punta tanto sull’organizzazione di eventi particolari e sull’inserimento degli stessi in un panorama che assume ormai i contorni di un vero e proprio “prodotto FVG”. “Il GAL ha lasciato, assieme alle istituzioni e a PromoTurismo FVG, circa 240 mila euro di investimenti sul territorio” ha ricordato il presidente David Pizziga.

La tanto attesa ripartenza del comparto turistico del litorale triestino, secondo Pizziga, passa attraverso “l’Alpe Adria Trail e la via della Bora”. Se la prima è conosciuta ed apprezzata da quasi tutti (nonostante il desiderio mai sopito da parte slovena di “scippare” il punto di arrivo, portandolo da Muggia a Pirano ndr) la seconda è il cavallo di battaglia del presidente del Gal.

“Per portare il turista abbiamo bisogno di e-bike – ha ricordato Pizziga – e per farlo bisogna unire i punti sulla mappa: dall’aeroporto di Trieste a Muggia, passando per Trieste attraverso due itinerari, ho pensato che in realtà l’idea iniziale di partenza potrebbe già allargarsi. Coinvolgere un territorio molto più ampio, che vada da Marano a Pirano, da Muggia a Grado, inserendo Trieste, Isola e il Carso in un diapason maggiore”.

Il fare rete implica relazioni di forza che difficilmente mettono sullo stesso piano gli interessi degli attori. Secondo Bruno Bertero, direttore marketing di PromoTurismo FVG, “il turista cerca la qualità dell’offerta e per farlo abbiamo bisogno di imparare e di insegnare allo stesso tempo”. Il vantaggio reciproco “nell’internalizzazione delle destinazioni” porta con sé una sfida funzionale al “benessere delle cittadinanze che ospitano gli arrivi da fuori”. In conclusione, il Gal Carso ha ricordato l’organizzazione di ben 54 eventi che animeranno il calendario estivo delle prossime settimane.

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Eventi che coinvolgono la biblioteca beethoveniana e lo spugnificio Rosenfeld di Muggia, la riserva marina del parco di Miramare, produttori vitivinicoli, la val Rosandra, le falesie della cosiddetta Napoleonica e molto altro. Mattone per mattone gli attori in campo puntano a costruire un’offerta turistica organizzata. Perché dopo il lockdown, sono in tanti ad averne bisogno. E non solo perché il golfo di Trieste piace a tutti, bensì perché orfani dei turisti, gli operatori rischiano di scivolare nel peccato più grande: essere autoreferenziali.

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