Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

La «rinvincita» di Godina: riapre lo storico negozio tra emozioni e soddisfazioni

Annalisa Godina: «Dopo la prima settimana posso dire di essere fiera di questo atto di coraggio. Per noi è stato emozionante, ma anche per i clienti»

Riapre Godina con un nuovo formato: più piccolo ma con uno spirito ancora più positivo. Lo storico negozio in settanta anni era oramai diventato un punto di riferimento sia per i turisti che per i triestini. Dopo la chiusura annunciata nel maggio del 2014, la famiglia Godina ha deciso di imbarcarsi in questa nuova avventura: vedere le luci accese in via Carducci, credo sia stata un'emozione per tutti.

Perdere Godina è stata una sconfitta per questa città. Riavere Godina, oggi, è una rivincita.

«Abbiamo riaperto il 5 settembre – ci ha raccontato Annalisa Godina, senza mai smettere di sorridere –. Dopo la prima settimana, posso dire di essere fiera di questo atto di coraggio. Per noi è stato emozionante, ma anche per i clienti: entrano tutti felici, come se avessero ritrovato un amico. È stato come aprire una scatola di ricordi: ognuno di loro ci ha ricordato l'acquisto dell'abbigliamento scolastico per il primo giorno di scuola dei loro figli, l'acquisto fatto per il loro matrimonio e molti altri episodi...Abbiamo così sfogliato insieme un sacco di ricordi e credo sia una cosa rara di questi tempi».

Cos'è Godina per Trieste?

«È ormai parte della famiglia, ma non solo: è una realtà che si conosce e che ormai fa parte della città. La nostra forza è quindi stata riaprire: quando tutto chiude, noi siamo in piedi, ed è merito dei clienti, sono loro che ci sono stati sempre vicini e ci hanno spinto a ricominciare. Credo che sia stato un riscatto per l'identità della città; un modo per far rivivere la storia e trattenerla nel presente».

«Prima di aprire, avevo solo il negozio per bambini: era un ottimo inizio e già molti clienti mi chiedevano quotidianamente di integrare le offerte con i reparti uomo/donna. Abbiamo accettato la sfida e le aspettative non sono state deluse: ecco, credo che il commercio dei negozi che hanno fatto la storia di questa città debba essere basato su un accordo tra il cliente e il nostro lavoro. Abbiamo deciso di unirci nuovamente ed essere forti assieme».

Annalisa ha poi spiegato come si differenzia una realtà come Godina da quella delle grandi catene sottolineando il loro valore aggiunto, unico ed estremamente raffinato: «Non a tutti piace l'acquisto senza identità. Solitamente non si parla, si paga il prezzo del cartellino e si va via. Qui noi conserviamo il dialogo, viviamo la quotidianità dei clienti, amiamo il contatto umano e crediamo sia un valore da proteggere».

Oggi Godina, con i suoi 400 mq, offre abbigliamento per bambini e ragazzi (da 0 a 16 anni) e abbigliamento donna dalla taglia 40 alla 56 con la speranza e voglia di ampliare l'offerta in futuro. Molti sono i progetti in corso: dalla vendita on-line agli eventi dedicati ai più piccoli. L'auspicio per il futuro?

«Noi siamo pieni di energia e voglia di fare. Chiudere è stato un sacrificio enorme anche dal punto di vista emotivo. Oggi siamo di nuovo qui grazie alle nostre forze e all'amore dei nostri clienti ma sarebbe bello valorizzare in modo diverso le zone della città. Un'idea potrebbe essere far pagare meno i parcheggi o sfruttare meglio i mezzi pubblici. In un momento storico come questo è necessario fare squadra. Questa zona non toglie nulla al resto ma potrebbe dare molto» ha concluso.

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