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Migranti, 12 associazioni accusano la Procura per i minori: "Viola la legge"

Sotto accusa due procedure tra cui la "mancata previsione dell’attivazione dell’accertamento dell’età". Secondo le associazioni le riammissioni "sono state ritenute illegittime" e il rischio è "la riammissione a catena fino a subire inaudite violenze alle porte dell'Ue"

Sono 12 le associazioni che hanno scritto alle autorità segnalando "casi e criticità derivanti dall’applicazione di due direttive della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Trieste. Oltre alla mancata previsione dell’attivazione dell’accertamento dell’età come prevede la legge Zampa, anche il differente trattamento delle persone rintracciate in frontiera non trova alcun riscontro nella normativa vigente".

La lettera

In una lettera inviata il 9 febbraio 2021 ASGI, CAIT, Amnesty International Italia, CeSPI – Centro Studi di Politica Internazionale, CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati, CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, Defence for Children International Italia, INTERSOS, Oxfam Italia, Salesiani per il Sociale , Save the Children Italia, Terre des Hommes hanno espresso forte preoccupazione per la situazione dei minori stranieri non accompagnati che giungono in Italia attraverso la c.d. “rotta balcanica” e in particolare per le prassi adottate nei confronti dei minori rintracciati in prossimità della frontiera italo-slovena.

La lettera è stata indirizzata alle principali autorità che si occupano di tutela dei minori a livello regionale e nazionale, tra cui il Tribunale per i Minorenni di Trieste, i Ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Garante nazionale per l’infanzia e l’Associazione Italiana dei Magistrati per  i Minorenni e per la Famiglia.

Rischio di violenze inaudite

Va segnalato – ricordano le associazioni – che le procedure di riammissione richiamate nella direttiva della Procura della Repubblica del Tribunale dei Minorenni di Trieste sono state ritenute illegittime da una importante pronuncia del Tribunale di Roma del  18.1.2021, perché eseguite sulla base di un accordo siglato tra Italia e Slovenia nel 1996  mai ratificato dal Parlamento italiano e perché di fatto ostacolano l’accesso al diritto di asilo ed espongono “le persone al rischio concreto di refoulement indiretto essendo la riammissione in Slovenia parte di un meccanismo di riammissione a catena dalla Slovenia alla Croazia e da lì, troppo spesso dopo inaudite violenze, alle porte dell’Unione Europea, in  Bosnia o in Serbia”

Importanti inchieste giornalistiche del Corriere della Sera e di Repubblica, aggiungono infine le associazioni – hanno rivelato come molti minori  stranieri non accompagnati, attualmente presenti in Bosnia senza alcuna tutela né riparo, hanno subito tale procedura una volta giunti in Italia, senza peraltro ricevere alcun verbale circa il disconoscimento  della minore età, in chiara violazione del divieto di respingimento e della procedura di accertamento  dell’età prevista dalla Legge 47/2017. 

Qui la sintesi della lettera e dei casi segnalati.

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