Profughi, 878 a Trieste: 98 per cento sono uomini

L'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti snocciola i dati relativi all'accoglienza in regione

La situazione della sicurezza in Friuli Venezia Giulia in relazione al fenomeno dell'immigrazione al centro della convocazione congiunta delle Commissioni permanenti I, V e VI - presiedute rispettivamente da Renzo Liva, Vincenzo Martines e Franco Codega, del Pd, per l'audizione con gli assessori alla Solidarietà Gianni Torrenti e alla Protezione civile Paolo Panontin. Un incontro a suo tempo sollecitato dai consiglieri Novelli (FI) e Zilli (LN) che hanno ricordato la loro richiesta di sentire pure i prefetti e le forze di polizia, rilanciando la richiesta di convocare in una prossima audizione le rappresentanze sindacali delle forze di polizia.

Così Torrenti ha snocciolato molti dati in particolare sui richiedenti asilo precisando che non differiscono gran che dalle cifre fornite a novembre, evidenziando una numerosità leggermente in diminuzione in virtù di trasferimenti interni nel Paese. Al momento sono 3306 nelle strutture temporanee: 705 nella provincia di Gorizia, 634 in quella di Pordenone distribuiti in 18 comuni; 1089 fanno capo ala prefettura di Udine (25 i comuni coinvolti); 878 a Trieste.
I dati dei centri di prima accoglienza vedono 89 a Gorizia, 67 a Pordenone, 295 a Udine (all'ex caserma Cavarzerani); unica criticità reale a Gradisca dove, essendo riempita la parte ex CARA ed ex CIE, 402 persone sono un dato rilevante rispetto alla comunità di 6 mila abitanti, e per questo da parte della Regione c'è la richiesta di alleggerire la presenza di un centinaio di persone.

Quanto alle nazionalità presenti, sono sempre le stesse: pakistani e afghani, nessun siriano poichè le rotte che questi seguono non portano in Friuli Venezia Giulia; comunque si tratta per la stragrande maggioranza di maschi: la presenza femminile non supera il 2%.

Quanto ai minori, risultano 326 con un calo di 30 unità rispetto all'ultimo rilievo: la loro accoglienza costituisce ancora un costo elevato essendo insufficienti le strutture a ciò finalizzate.

E, poi i dati relativi ai progetti, quelli attivati e quelli che lo saranno con il bando per l'utilizzo delle risorse del 2016, e ai costi del sistema sanitario (a dicembre per i richiedenti risultavano circa 110 mila euro in tutto); cifre e indicazioni che si sono aggiunte a quelle inerenti i rimborsi giornalieri da parte dello Stato.

Da parte dell'assessore Panontin un quadro degli interventi attuati dalla Protezione civile nella fase di emergenza specialmente a supporto delle prefetture sulla base di accordi e convenzioni, con una sottolineatura del grande impegno dei volontari.

Così l'assessore ha aggiornato i consiglieri sugli interventi eseguiti e in corso alla ex caserma Caverzerani di Udine, alla Monti di Pordenone, alla casermetta di Romans d'Isonzo, con tutti gli oneri anticipati dalla Protezione civile e che saranno rimborsati dalle Prefetture a rendiconto; ma anche sul sostegno all'attività delle polizie locali e per la sicurezza urbana, considerando - ha sottolineando che alla e percezione di insicurezza si contrappone un andamento dei reati in diminuzione.

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Su questo sfondo richieste di chiarimenti e approfondimenti da parte dei consiglieri: sulla realtà dei giovani minorenni al compimento del 18 anno di età, sui costi della loro formazione (Dipiazza-AR); su accelerazione dei tempi di verifica dello status di rifugiato, su costi della sanità inconsiderazione egli accessi alle strutture pubbliche e su hotspot, in particolare riguardo a Tarvisio (Ciriani- FdI/AN); su come affrontare la massicia presenza di immigrati maschi che richiederebbe di sviluppare forme di accoglienza diffusa (Sibau-AR e Cremaschi-Pd); sul mancato funzionamento dell'Osservatorio della sicurezza e sulle difficoltà dei piccoli comuni a dover anticipare i fondi per gli interventi (Ziberna-FI); sull'opportunità di rinegoziare al ribasso la quota di presenza a livello romano e sulla situazione di sofferenza delle forze di polizia (Zilli-LN), sui centri per minori non accompagnati (Novelli-FI).

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