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La preoccupazione / Duino-Aurisina

"Meran a Aurisina, rischio di violenza su sanitari, siamo preoccupati"

A dirlo sono le rappresentanze sindacali di Fials, Cgil e Cisl, in merito alla notizia della partenza dell'iter che dovrebbe portare Alejandro Meran, il killer dei due agenti della questura di Trieste, nella struttura sul Carso entro la fine dell'anno. Chiesto un incontro ad Asugi

TRIESTE - "Grande preoccupazione ha destato alle organizzazioni sindacali e al personale del dipartimento di salute mentale, la notizia inerente ad un probabile arrivo nella REMS di Aurisina dell'omicida dei due poliziotti, attualmente detenuto presso il carcere di Verona. Le organizzazioni sindacali e il personale sono preoccupati per le conseguenze che ci potrebbero essere proprio nei confronti degli operatori sanitari". A dirlo è una nota congiunta di Fials, Cgil e Cisl, in merito alla decisione di far partire l'iter per il trasferimento di Alejandro Meran, il killer dei due agenti di polizia della questura giuliana, a Trieste entro la fine dell'anno.   

I "tempi brevi" preoccupano i sindacati. "Ciò porrebbe in grave difficoltà il personale sanitario, un infermiere ed un oss, due persone per turno, con un mandato di cura e non di custodia,  esposto a rischio di aggressività e violenza, visto il riconoscimento di grande pericolosità sociale. La nostra apprensione - continua la nota - riguarda anche le Forze dell’Ordine, Polizia di Stato in primis, colpite e coinvolte dai delitti commessi, che dovrebbero intervenire prontamente in favore del personale sanitario, garantendone la sicurezza".

"Chiediamo riscontro ai vertici dell'ASUGI, in quanto ad oggi i fatti non appaiono corrispondenti, a fronte di una Trieste ancora adesso ferita e vulnerabile ad un suo possibile rientro, individuando di fatto un’incompatibilità ambientale, nel rispetto delle vittime, dei loro familiari, dei colleghi e del personale sanitario costretto ad operare non in sicurezza, evidenziando che l’eco mediatica non gioverebbe nè al detenuto né all’opera dei sanitari per il suo percorso riabilitativo, come già accaduto in Italia per altri casi eclatanti, stimolando altresì l’interessamento della massima carica istituzionale cittadina, ovvero il sindaco, responsabile della salute e garante della sicurezza". 

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