Cronaca Via Guido Grimani

Amianto, calcinacci, automobili: scoperta discarica abusiva da 10mila metri quadri

Si tratta dell'ex comprensorio artigianale di via Grimani. Catalogati dalla Polizia locale 4mila metri quadri di rifiuti, una quantità sufficiente a coprire l'intero Stadio Rocco per mezzo metro di altezza

Un'enorme discarica abusiva, una quantità di rifiuti sufficiente a coprire l'intero Stadio Rocco per mezzo metro di altezza. E'quanto rilevato in seguito ad alcune segnalazioni dal Nucleo di Polizia Ambientale della Polizia Locale di Trieste, coordinato dal Sostituto Procuratore della Repubblica De Grassi. L'indagine ha riguardato una discarica abusiva nell'ex comprensorio artigianale di via Grimani. Le indagini partite alla fine di marzo e, ancora in corso, hanno portato allo scoperta di un'area molto vasta composta da vari capannoni (circa 10mila metri quadri), fortemente degradata utilizzata per il deposito di rifiuti di vario genere, tanto da renderla nel corso del tempo una vera e propria discarica.

Cosa è stato trovato

Il complesso lavoro degli operatori di PL è sfociato, alcuni giorni fa, in una minuziosa perquisizione dell'area che ha messo in luce il grave stato di degrado della zona, colma di rifiuti pericolosi e non. La perquisizione è durata ben 12 ore - dalle 7 del mattino alle 7 di sera -, il tempo necessario a catalogare il materiale rinvenuto:
• 300 pneumatici fuori uso;
• svariati metri cubi di amianto;
• centinaia di barattoli di vernice, pittura e smalti (alcuni aperti e ancora parzialmente pieni);
• rifiuti Raee (frigoriferi, lavatrici, condizionatori, ...);
• diversi barili di idrocarburi dai quali fuoriusciva il liquido inquinante;
• centinaia di metri cubi di cartongesso, plastica e polistirolo;
• oltre 300 metri cubi di calcinacci e rifiuti edili in genere;
• carcasse di automobili e batterie di veicoli.

L'area ed i rifiuti sono stati posto sotto sequestro: parliamo di un terreno di circa 10 mila metri quadri per 4.000 metri cubi di rifiuti. Allo stato attuale gli investigatori hanno inserito nel registro degli indagati due imprese a cui verrà contestato l'art. 256 del Decreto legislativo n. 152/2006 ma l'indagine è ancora in corso per identificare altri soggetti che, negli anni, hanno contribuito a trasformare quella zona in una vera e propria discarica abusiva.

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