Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Sgombero Sacra Osteria, il Germinal: "A Trieste spazio solo per alberghi e aperitivi"

Il gruppo anarchico triestino ha diffuso una nota nella quale contesta duramente lo sgombero di sabato. "La cosa non ci stupisce perché qualsiasi siano state le giunte in carica, tutte le esperienze di occupazione per creare spazi autogestiti sono state colpite in ogni modo"

"Nella giornata di ieri l’esperienza dello spazio sociale autogestito “Breccia” è stata stroncata dopo pochissime ore da un massiccio intervento di solerti tutori dell’ordine. Non c’è stato nessun margine di trattativa, il messaggio era chiaro: in questa città non vi deve essere nessuno spazio sottratto al degrado e all’abbandono tramite la pratica dell’azione diretta". Le parole sono quelle del Gruppo Anarchico Germinal che ha diffuso una nota riguardante l'intervento delle forze dell'ordine avvenuto sabato 28 settembre subito dopo l'occupazione dell'ex Sacra Osteria, locale abbandonato da anni e di proprietà del Comune di Trieste. 

Sgombero della Sacra Osteria, l'intervento della Polizia

"Le uniche attività permesse? Alberghi, ristoranti e aperitivi"

"La cosa non ci stupisce - rimarcano gli anarchici nella nota - perché da sempre a Trieste, qualsiasi siano state le giunte in carica, tutte le esperienze di occupazione per creare spazi autogestiti sono state colpite in ogni modo. L’estrema velocità dell’azione poliziesca di ieri ci fa capire ancora di più che nella Trieste turistica, in cui l’unico metro di giudizio del vivere comune è il “decoro”, le uniche attività che possono proliferare sono quelle legate al profitto come catene di alberghi, ristoranti e quant’altro".

"Una mercificazione sempre più asfissiante degli spazi pubblici - continua il Germinal - che si accompagna ad un controllo sociale sempre più capillare e invasivo che ormai preclude qualsiasi fruizione delle strade e delle piazze che non sia quella dell’aperitivo. Per questo esperienze come quella di “Breccia” vengono aggredite e chiuse con zelo degno di miglior causa, perché la riappropriazione di luoghi abbandonati per trasformarli in laboratori di aggregazione e socialità non mercificati è una delle possibili risposte alla definitiva trasformazione di Trieste in una città vetrina". 

Anche Non Una di Meno 

L'occupazione ha portato a diverse denunce. Dopo lo sgombero, anche il collettivo femminista Non Una di Meno, attraverso un post sulla propria pagina Facebook ha preso posizione in merito riportando la testimonianza di "una compagna che sabato scorso, insieme ad altr*, ha subito la violenza machista di uno sgombero qui in città". 

Non una di meno-3

Secondo Non una di meno, Trieste è "una città in cui non è prevista l'esistenza di spazi sociali liberi da logiche commerciali e turistiche. Una città in cui si cerca di reprimere tutte forme di socialità spontanee, sorte dal basso e libere da qualsiasi forma di potere. Come Non Una di Meno - Trieste siamo solidali e complici con tutt* coloro che hanno subito quest'azione repressiva e violenta, qui come altrove, e ricordiamo che "la breccia è ogni volta che stiamo con le nostre compagne". 

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