Approvato in Consiglio il Piano particolareggiato del centro storico

Sostituirà il Piano Semerani, risalente al 1980. Sarà ampliata la possibilità di recuperare i sottotetti, realizzare terrazze e parcheggi interrati

Riutilizzare gli edifici esistenti e valorizzarli economicamente, lasciando più ampie libertà di intervenire strutturalmente sugli edifici, ove possibile, alzando i sottotetti, ricavando terrazze e costruendo parcheggi, il tutto vincolato alla creazione di aree verdi. Questi alcuni dei contenuti del Piano particolareggiato del centro storico, la cui delibera è stata approvata ieri nel tardo pomeriggio con 24 voti favorevoli, 14 contrari e un astenuto. Il piano aggiornerà il precedente piano Semerani risalente al lontano 1980, il quale “pur essendo molto valido all'epoca – ha spiegato Polli - non tiene conto delle attuali esigenze abitative del tessuto urbano, diverse rispetto a 40 anni fa. L'obbiettivo è quello di bilanciare la qualità architettonica alla vivibilità del tessuto urbano”. L'idea è anche quella di rendere più flessibili i margini d'intervento dei privati per intervenire sui propri immobili e beneficiare dei Sisma bonus ed Ecobonus, rendendo più duttili i vincoli architettonici stabiliti dal piano Semerani in modo da incentivare le ristrutturazioni.

Sarà ampliata quindi la possibilità di recuperare i sottotetti, alzandoli fino a 40 centimetri, per aumentare l'abitabilità dell'edificio e incrementarne il valore. Sarà inoltre possibile realizzare terrazzini non impattanti e non visibili dalla strada, per esempio terrazze a vasca nelle falde dei tetti che si affacciano su cortili, e si apre anche alla costruzione di parcheggi interrati nei cortili interclusi. Il tutto, a condizione che si realizzi una quota di verde a compensazione.

La classificazione degli edifici

Attualmente, come ha spiegato l'assessore, ci sono 1621 edifici classificati nel piano Semerani, divisi in quattro classi a seconda del loro pregio architettonico: dalla prima, che riguarda gli edifici di pregio su cui è consentito solo il restauro, al secondo grado (il 47%) appartengono i palazzi su cui è consentita la rifunzionalizzazione ma limitata al sistema di collegamento in orizzontale o in verticale (ad esempio gli ascensori). La terza classe (il 31%) appartiene agli edifici di valore storico documentale, dei quali è vincolata solo la facciata principale e all'interno gli spazi possono essere interamente riorganizzati, infine gli edifici di quarto grado (il 17%) sono di recente costruzione e non sono sottoposti a vincoli, quindi potenzialmente potrebbero essere demoliti e ricostruiti, come il grattacielo di Campo Marzio.

L'opposizione: "Manca visione politica"

L'opposizione, nei suoi interventi, ha lamentato principalmente una mancanza di visione d'insieme e alcune contraddizioni. Così Laura Famulari (Pd): “Non ho colto un progetto di sviluppo della città. Inoltre fare più parcheggi porta a un aumento delle autovetture, il che è contraddittorio rispetto alle finalità”. Morena (Open Fvg) considera il piano “buono dal punto di vista tecnico ma non da quello politico, non si integra con il porto Vecchio né con il Pums (Piano urbano di mobilità sostenibile), inoltre c'è poca attenzione per il verde e non si parla di edilizia popolare”. Secondo la pentastellata Elena Danielis, invece, “se il piano Semerani nasceva per tutelare il patrimonio, sembra che l'unica finalità di questo piano sia sfruttare bonus edilizi. Manca una visione politica”.

La replica dell'assessore

L'assessore Polli ha ribattuto spiegando che “il piano particolareggiato è il dettaglio del piano regolatore generale, è quello che dà le linee di sviluppo ed è quello varato dalla Giunta Cosolini”, mentre per quanto riguarda l'edilizia popolare, l'assessore ha specificato che “si può fare sempre e ovunque, anche col piano Semerani. Basta che ci sia la volontà dei privati, e qui si sta parlando di abitazioni private”.

Interventi di maggioranza

Entusiasmo dai colleghi della maggioranza, come il consigliere leghista Radames Razza: “Il primo grande passo politico verso una valorizzazione del patrimonio architettonico della città. Una visione nuova che tiene conto delle norme e delle nuove necessità, specie in un momento così difficile”. Per il forzista Michele Babuder, invece, il piano appena approvato “consentirà sia la tutela del territorio con il riuso di spazi che risentono di un piano vetusto. Apprezzata realizzazione di alcuni posti auto per liberare il centro. Non è un piano che distrugge ma che rivalorizza”.

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