"Bimbi dimenticati, attivare servizi educativi estivi", l'appello del centrosinistra

Le consigliere Dem: "I Bambini hanno bisogno di questo spazio di relazione e socialità e non possiamo permettere che siano le donne, su cui grava maggiormente la cura della famiglia, ad essere ostacolate nella ripresa dell’attività lavorativa"

"Ad oggi bimbe e bimbi e componenti delle famiglie sono tra le persone che più stanno sopportando, in silenzio e spesso colpevolmente dimenticati dalle istituzioni, questa tragedia dovuta al virus Covid -19". Lo dichiarano le consigliere comunali Antonella Grim (capogruppo Italia viva), Fabiana Martini (capogruppo Pd), Maria Teresa Bassa Poropat (capogruppo Cittadini), Sabrina Morena (capogruppo Open fvg). 

La mozione

"In questo ambito forse più che negli altri - spiegano le consigliere dem -, servirà una assunzione di responsabilità collettiva, una scelta forte e netta della comunità tutta. Cominciando dai diversi livelli istituzionali. Per questo abbiamo presentato una mozione (a cui purtroppo non è stata riconosciuta l’urgenza) dove chiediamo venga costruito un patto di comunità tra comune, soggetti gestori di servizi educativi 0/6  e associazioni del terzo settore, che porti alla redazione ed applicazione di un piano integrato per l’infanzia e la famiglia. Servirà essere creativi e mettere in moto le migliori menti e competenze del settore per rimettere al centro le politiche per l’infanzia". 

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Secondo le consigliere "In questo senso il primo passo da fare, urgentemente, sarà quello di chiamare a raccolta tutti questi soggetti per attivare da giugno i servizi educativi estivi: le famiglie ed i bimbi e bimbe hanno assolutamente bisogno di questo spazio di relazione e socialità e non possiamo permettere che alla fine siano le donne, su cui grava maggiormente la cura della famiglia, ad essere ostacolate nella ripresa dell’attività lavorativa. Bene le aperture del governo, chiediamo che il comune sproni la regione a sostenere e farsi promotrice anche in questo ambito di scelte coraggiose. I nostri piccoli concittadini non possono attendere ancora". 

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