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Il Carillon si rinnova e punta sul cabaret: «Rapporti umani e galanteria persi a causa del web»

Aria di novità al Carillon, rinnovato circa un mese fa: voglia di tornare all'antico, con il cabaret e il piano bar a farla da padroni, il gestore: «Rivivere il night come concepito negli anni '80. I tempi sono cambiati, i giovani preferiscono attaccarsi al web piuttosto che trascorrere una serata in un locale come il mio»

E a gennaio 2016 saranno 70. Mancano ormai meno di 2 mesi allo storico traguardo dei 70 anni del Carillon, istituzione a Trieste dove non ha mai smesso di essere uno dei locali di riferimento del popolo della notte.

«Il Carillon - spiega il titolare Graziano Bissacco - è stato aperto ufficialmente l'11 gennaio 1946 - Trieste sotto gli americani -  con il nome di Sala Girardelli (dal nome del titolate Elio Girardelli), una sala da ballo dove si potevano trascorrere serate in allegria e spensieratezza (da considerare che si era appena conclusa la seconda guerra mondiale ndr). Nel 1958 (ed a quel punto Trieste era già italiana ndr.) il primo cambio di nome del locale in Trocadero con la licenza bar al locale, che dunque oltre a sala da ballo poteva anche offrire nuovi servizi ai clienti. Nel 1968 Bruno Gon, già musicista storico del locale, acquisisce la licenza del locale.

«Nel 1978 - sottolinea Bissacco -  il cambio del nome definitivo in Carillon, con l'introduzione del ristorante (eliminato a metà degli anni '90), molto frequentato specie negli anni '80 e luogo in cui si sono conclusi molti dei più importanti affari economici della città. Infine, la mia gestione che dura ormai da oltre venti anni. Anche io come Gon ho iniziato come dipendente del locale per prenderne poi la gestione. A proposito di dipendenti, ai tempi d'oro il Carillon aveva oltre 20 dipendenti, tra cui un portinaio in frak al piano terra che selezionava all'ingresso i clienti. Erano gli anni d'oro di Trieste (vedi i famosi "jeansinari" ad esempio ndr.), benessere diffuso, una città economicamente a posto, la gente poteva permettersi di spendere, si viveva bene. Sembrano passati millenni considerando la situazione attuale, ma in realtà sono passati solamente una trentina d'anni. Un nuovo impulso economico per l'economia cittadina potrebbe derivare dal riutilizzo del Porto Vecchio, che potrebbe garantire nuovi posti di lavoro specie ai giovani, nuova linfa vitale per l'economia, nuovi spazi di divertimento sia per i triestini che per i turisti».

«Se vogliamo essere città turistica - continua il titolare - e Trieste ne avrebbe tutte le possibilità - si  dovrebbe offrire ai turisti quante più occassioni per poter trascorrere una serata e una nottata in allegria e spensieratezza, ed in questo Trieste è completamente carente. Negli anni '80 A Trieste e hinterland c'erano oltre 10 discoteche e altrettanti piano-bar, tutto spazzato via, non è rimasto quasi più nulla: il Carillon, in questo è un eccezione. È davvero un peccato, perché così il rischio concreto che il turista rimanga in città solamente un giorno invece che per un periodo più lungo, è serio. Si dovrebbe offrire un ventaglio maggiore di opportunità notturne, e non solo nei week-end. Noi siamo aperti da lunedì a sabato: mentre nel week-end è possibile trovare n cittàqualche festa ed evento notturno, dal lunedì a giovedì non esiste praticamente niente. Anche su questi elementi andrebbero fatti dei ragionamenti e degli approfondimenti».

«Il Carillon - sottolinea Bissacco - recentemente si è rinnovato e guarda al  futuro con un occhio attento al passato, all'epoca-boom dei pianobar nei night, da dove sono partiti tutti i più grandi musicisti dell'epoca, ad iniziare dal grandissimo Lucio Battisti. Vorremmo riproporre la concezione di night come lo era in quell'epoca, puntando su serate che spazieranno dal cabaret, al piano bar, fino alla musica dal vivo. Un locale insomma da vivere tutte le sere con momenti di svago differenti, senza per questo perdere l'identità di night. Il pubblico che frequenta il nostro locale va dai 30-35 in su, difficilmente i più giovani frequentano i night. I ragazzi preferiscono gli approcci del web, puntando ad esempio sulle web-cam e sulla tonnellata di siti che propongono filmati, foto, video ad hoc. È una concezione completamente diversa di quella di trent'anni fa. Anche in ciò si è perso l'umanità, il contatto umano. Tutto si è disumanizzato. Non c'è più un rapporto, tutto è mediato dal pc o da apparecchi elettronici. E le conclusioni? I ragazzi hanno molta più difficoltà ad approcciarsi con le ragazze perché non abituati, si è perso anche il concetto di galanteria a causa di tutto ciò, ed è davvero un peccato. Lo stesso concetto di eleganza è venuto meno: negli anni '80 per entrare al Carillon (così come ad esempio nei Casinò d'oltreconfine) era obbligatoria la giacca e la cravatta. Avevamo all'ingresso inoltre alcune giacche che davamo ai nostri clienti che non ne erano in possesso, senza non si entrava. Questo perché il concetto di eleganza era a tutto tondo, eleganza nell'organizzazione della serata, ma anche in quella intesa come modo di vestire adeguato da parte del pubblico. Anche questo con gli anni è andato perso».

Il titolare conclude spiegando che «da sabato 21 novembre partiranno le serate Disturbia - La Notte Piu Dragsgressiva Di Trieste. organizzate dalle drag queen  Lady Satine e Black Widow (in arte LaKiller), alla consolle Danny Romiti DJ, mentre a breve partiranno anche le serate piano bar e cabaret e a gennaio grandissima festa per i 70 anni, che verranno festeggiati a dovere. Il locale, sito in via San Fracesco 2,  è aperto tutti i giorni eccetto la domenica dalle 22.00 alle 4.30».

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