Cronaca

"Case dell'acqua" in FVG, Vito: «Bilancio ottimo con 20 milioni di litri erogati»

L'assessore regionale all'Ambiente Sara Vito, al convegno "Case dell'acqua. Nuove forme di gestione di una risorsa preziosa"

Nel 2015 le 128 "case dell'acqua" installate in tutto il Friuli Venezia Giulia hanno erogato 20 milioni di litri di acqua consentendo il risparmio di 600 tonnellate di rifiuti di plastica e la riduzione di circa 4mila tonnellate di emissioni di CO2 in un anno.

Il bilancio è stato ricordato dall'assessore regionale all'Ambiente Sara Vito, al convegno "Case dell'acqua. Nuove forme di gestione di una risorsa preziosa", organizzato dal Dipartimento di scienze economiche e statistiche (Dies) dell'Università di Udine in collaborazione con l'associazione di promozione sociale "Animaimpresa" e il patrocinio della Regione.

Vito ha ricordato come l'utilizzo dell'acqua pubblica, da realizzarsi anche attraverso le case dell'acqua, sia una delle finalità del Programma regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti, approvato a febbraio scorso dall'Amministrazione regionale.

L'associazione di promozione sociale Animaimpresa, per conto del Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati, aggiorna annualmente i dati relativi alla diffusione delle case dell'acqua sul territorio regionale. I dati riportati nella mappatura sono stati rilevati tramite contatto diretto con i gestori del servizio idrico, i Comuni e le aziende installatrici di impianti di erogazione.

«Anni fa abbiamo fatto una scelta pionieristica e anche coraggiosa promuovendo le case dell'acqua: dopo sei anni il territorio ha dimostrato di aver vinto una sfida. L'uso sociale del 'bene acqua' è uno dei temi fondanti dell'economia circolare, che considera il riuso la formula vincente per coniugare progresso e sostenibilità ambientale e credo che la consapevolezza che tutti siamo oggi protagonisti di una fase di transizione che portererà a nuove forme di utilizzo di un bene così prezioso come l'acqua sia diffusa e profonda nella nostra regione», ha sottolineato Vito.

A sei anni dalla loro nascita in Friuli Venezia Giulia, il convegno è stata l'occasione per un confronto fra i diversi soggetti coinvolti e per restituire un valore aggiunto conoscitivo di pubblico interesse su un fenomeno anzitutto sociale, grazie all'incrocio di diverse esperienze e ai risultati di una ricerca dell'Ateneo friulano.

«I chioschi dell'acqua - ha spiegato il docente Francesco Marangon, coordinatore della ricerca sull'acqua pubblica dell'Università di Udine, condotta assieme a Stefania Troiano e Federico Nassivera - rappresentano un'alternativa di consumo della risorsa idrica, con la quale stiamo imparando a familiarizzare e i cui benefici in termini economici e di impatto ambientale sono percepiti in senso sempre più diffuso». I lavori sono stati aperti dal direttore del Dies, Andrea Garlatti, e dal presidente di Animaimpresa Fabrizio Cattelan.

Andrea De Colle di Animaimpresa ha presentato la mappatura regionale delle case dell'acqua, monitorate annualmente dall'associazione. La prima è stata installata nel 2010 a Tavagnacco dalla BBTec srl. A partire dalla geografia regionale delle "fontanelle 2.0", Roberto Pighin, dell'Istituto universitario salesiano Venezia (Iusve) ha illustrato un progetto universitario di comunicazione finalizzato a creare un percorso di design informativo sul tema. Sono intervenuti, tra gli altri, anche il presidente di Acquedotto Poiana, Attilio Vuga, e Edo Billa del Forum consumatori imprese del Friuli Venezia Giulia.

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