Centro Congressi in porto vecchio, per finire i lavori manca un milione e mezzo

A renderlo noto è stata II e IV Commissione del Comune di Trieste che si sono riunite questa mattina all'interno della struttura. Critiche le opposizioni. Fiducia nella maggioranza

Per completare i lavori del Centro Congressi mancano circa 1 milione e 600 mila euro e per renderlo assoluto protagonista della sfida che risuona al nome di Porto vecchio (dove si gioca una buona parte dello sviluppo di Trieste) c’è bisogno, oltre che di risorse, anche e soprattutto di idee future. A confermare l’analisi è l’esito della II e IV Commissione del Comune di Trieste, riunitesi questa mattina negli edifici del porto vecchio e dalle quali è emerso come la velocità con cui è stato consegnato per permettere lo svolgimento di Esof debba fare i conti con la necessaria capacità attrattiva affinché le opere realizzate non si trasformino in una cattedrale nel deserto. 

Convinti apprezzamenti e perplessità

Se da un lato infatti convinti apprezzamenti per la rapida realizzazione delle opere sono stati condivisi da tutte le forze politiche, dall’altro l’opposizione ha espresso perplessità e preoccupazione sull’utilizzo futuro del Centro. Oltre al puntuale riassunto di Enrico Conte, Direttore dei Lavori Pubblici del Comune, durante la riunione è stato altresì segnalato l’aumento di investimenti resosi necessario a causa delle modifiche che Esof ha subito in ragione della pandemia.

Quasi 900 mila euro in più del previsto

L’ente gestore ha infatti chiesto all’amministrazione comunale 880 mila euro in più (di cui 80 solo per la realizzazione delle vetrate del tunnel che collega le due strutture) e il Comune glieli ha concessi “sulla fiducia”. Investimenti che la politica valuta come necessari e ai quali si andranno ad aggiungere i circa sei milioni destinati alla variante del porto vecchio, che verrà confermata a breve da una seconda perizia. La gestione dei fondi, secondo Conte, è rappresentativa di una formula dal “valore aggiunto” perché capace di mettere assieme pubblico e privato. Alla fine dei lavori le risorse messe a disposizione dal Comune saranno 5 milioni e 800 mila euro, su 15 milioni e mezzo complessivi. “Il resto l’hanno messo i privati – ha affermato Conte – come da accordi già presi con l’ingegner Bravar. Se avessimo dovuto procedere con normali appalti non ci saremmo mai arrivati”.

Il commento della maggioranza

“Il Centro Congressi ha potenzialità altissime – ha commentato Serena Tonel della Lega – e potrà ospitare eventi che per capienza prima non avremmo potuto fare. C’è una cordata di imprenditori che avrà adesso il compito di realizzare un business plan per andare a riempire la struttura. Il Comune è al fianco di questa cordata e lavoreremo assieme per far sì che questo spazio diventi un valore aggiunto per l’economia cittadina e per l’industria del turismo congressuale”. Michele Babuder di Forza Italia esprime soddisfazione per la celerità con cui sono stati consegnati i lavori e afferma che “ora la vera sfida sarà quella di trasformare quest’area in un luogo dove ospitare grandi eventi, manifestazioni di carattere internazionale e attrattivi. Per fare questo abbiamo bisogno di visione e di professionisti che sono sicuro non mancheranno”. 

Le opposizioni

Dalle opposizioni piovono critiche sulla mancanza di progettualità. “Oggi ho proposto in commissione di chiedere alla Camera di commercio di utilizzare parte delle risorse accantonate per il progetto del Parco del Mare” questo il commento della segretaria provinciale Laura Famulari. “Sono soldi che possono essere utilizzati subito per completare un'opera e renderla completamente operativa". Menzionando le “incognite” che graverebbero sulle scelte di gestione futura, la dem ha puntualizzato che “è interesse della città accelerare il completamento. Dove ci sono risorse ferme da anni che possono essere utilizzate subito sarebbe bene sbloccare e spenderle".

“Al netto dell’encomiabile sforzo fatto la partita vera incomincia ora. Credo fortemente che il Comune di trieste debba sostenere e promuovere con forza le sinergie con tutti gli attori interessati al mondo congressuale ed espositivo perché serve una regia di accompagnamento complessiva per far rendere al massimo questa opportunità”. Le parole sono di Antonella Grim di Italia Viva. Il Centro Congressi, continua l’ex dem, non può diventare “una pedina di un grande gioco di cui non si intravede ancora la strategia complessiva”. 

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