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Corteo primo maggio: 2500 persone sfilano in centro

Presenti CGIL, CISL, UIL, da cui USB si dissocia sfilando in uno "spezzone alternativo" insieme a Buonisti un CAS. Presenti Serrachiani, Gialuz e Cosolini. In fondo al corteo, qualche bandiera della Jugoslavia di Tito. Alcuni episodi di insofferenza da parte di scooteristi, che pretendevano di attraversare il corteo con il loro mezzo

La festa dei lavoratori del 2019 ha visto sfilare in corteo 2500 persone, secondo i dati comunicati dalla Questura. Una manifestazione che ha radunato i sindacati CGIL, CISL, UIL e diverse associazioni tra cui Buonisti un CAS in rappresentanza dei lavoratori dell'accoglienza, sostenuti dal sindacato USB, che si è dissociato con le altre sigle sindacali. USB ha quindi sfilato “nello 'spezzone alternativo del corteo'”, come dichiarato in una nota, specificando che "non possiamo condividere la piazza con chi ha scelto di sottostare ai vincoli politici e ai poteri che disciplinano le politiche della UE e che oggi hanno affossato la condizione di lavoro in Italia".

Bandiere "titine"

Anche quest'anno sono state sventolate alcune bandiere della Jugoslavia di Tito, soprattutto relegate al fondo del corteo, fenomeno come al solito preceduto da grandi polemiche e anche da una mozione contraria di Forza Italia in Consiglio comunale.

Primo maggio 2019: la FOTOGALLERY

Striscioni e presenze

Tra gli striscioni esibiti, uno in memoria di Giulio Regeni, uno in rappresentanza dell'Università e uno dei lavoratori della Wartsila. Alcune persone portavano al collo cartelloni recanti il nome e la data di morte di alcune persone decedute per infortuni sul lavoro, per ricordare un 2018 particolarmente tragico per la quantità di incidenti in contesto lavorativo. Presenti alcuni esponenti del PD tra cui la deputata Debora Serracchiani (con il compagno e presidente della Società velica Barcola e Grignano Mitja Gialuz), il consigliere regionale ed ex sindaco di Trieste Roberto Cosolini, i consiglieri Comunali Marco Toncelli e Giovanni Barbo, la senatrice Tatijana Rojc, il vicepresidente del Consiglio Regionale Francesco Russo e il capogruppo del PD in sesta circoscrizione Luca Salvati

Orari e percorsi dei cortei del primo maggio

Diritti dei lavoratori

“Il diritto al lavoro ha un valore universale e costato molte lotte e sacrifici – ha dichiarato Cosolini -. Tornare a testimoniare che questo è un diritto inalienabile è importante per tutti, indipendentemente da chi si trova al potere. Chi, come me, ha un giudizio assolutamente negativo sulle politiche di chi ci governa, e sull'inefficacia di queste politiche per garantire il lavoro, ha un motivo in più per esserci". Riguardo alla bagarre sulle bandiere titine, l'ex sindaco parla di “una polemica inventata e costruita negli anni. Quando ero sindaco questa responsabilità veniva attribuita a me, come se il sindaco potesse decidere chi debba andare in piazza e con quali bandiere. Chi mi muoveva quelle critiche ora dovrebbe rivolgerle al sindaco Dipiazza e mi pare non lo stia facendo”.

Posti di lavoro a rischio 

Il segretario della CGIL Michele Piga, durante la manifestazione, ha rimarcato “l'importanza di manifestare oggi per la crisi industriale in cui versa la città, inserita in un contesto di cambiamento, digitalizzazione e riduzione dei posti di lavoro. Chiediamo nuovi posti di lavoro di qualità, con salari adeguati e nel rispetto per l'ambiente. Noi da inizio anno abbiamo denunciato i posti di lavoro persi e quelli a rischio, che sono circa 1100. Finalmente il 6 maggio siamo stati invitati in Consiglio comunale per discutere in materia”.

Scooteristi "agitati"

Il traffico, bloccato nelle zone del transito del corteo durante il passaggio (da campo San Giacomo a Piazza Unità passando per via Carducci, via Roma e le rive), è stato riaperto prontamente con la coordinazione della Forze dell'Ordine. Non sono mancati tuttavia un paio di episodi di insofferenza da parte di scooteristi che hanno preteso di attraversare il corteo con il loro mezzo, uno in via Molino a vento e uno in via Milano all'incrocio con via Roma. Entrambi hanno desistito alle opposizioni dei manifestanti. 

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