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Crociere; Unicredit Svela i Piani su Trieste. L'Intervista con l'a.D. Marano

Condividiamo un articolo di Alberto Ghiara, pubblicato su Shippingonline.it Trieste - A più di un anno dalla gara vinta per l’acquisto del 60% di Trieste terminal passeggeri, Unicredit e Costa Crociere sono entrati nel consiglio di...

Condividiamo un articolo di Alberto Ghiara, pubblicato su Shippingonline.it

Trieste - A più di un anno dalla gara vinta per l'acquisto del 60% di Trieste terminal passeggeri, Unicredit e Costa Crociere sono entrati nel consiglio di amministrazione della società. Giovedì prossimo, 9 febbraio, il cda si riunirà per nominare come amministratore delegato Antonio Marano, attualmente a.d. di Unicredit Logistic.

Unicredit e Costa Crociere sono i principali partner della cordata che ha rilevato la quota di maggioranza del terminal dall'Autorità portuale di Trieste. Quest'ultima è rimasta nella compagnie con una quota del 40%. La cordata, denominata Tami (Trieste adriatic maritime initiative), è composta con quote diverse da Unicredit (31%), Costa (29%), Giuliana Bunkeraggi (15%), Reguardia costruzioni (15%) e Assicurazioni Generali (10%).

La gara è stata vinta con un'offerta da 4,2 milioni di euro. Il piano industriale presentato prevede di raggiungere 180.000 passeggeri nel 2013, di aumentare il numero delle fiere organizzate da 1 a 6 e dei convegni da 25 a 100 fra 2011 e 2015. I ricavi dovrebbero passare nello stesso periodo da 3 a 7,4 milioni di euro, con un incremento medio annuo del giro d'affari del 25%.

«Il piano industriale - spiega però Antonio Marano - è stato fatto sulla base dei documenti di gara. Altra cosa sarà avere accesso alla società e alle sue risorse. Ridisegneremo il piano anche in linea con l'attuale congiuntura, a partire dal primo cda di giovedì prossimo».

Negli anni scorsi si è parlato molto dell'interesse di Unicredit per le infrastrutture logistiche dedicate ai container. Invece adesso parte un progetto mirato al settore dei passeggeri. E' il segnale di un cambio di strategia? No. Il filone dei passeggeri per noi parte da una forte attenzione per il territorio. A Trieste questo settore languiva, ci pareva una buona opportunità di business e che potesse avere una buona ricaduta sul territorio di una città proiettata sul mare. Ma resta anche vivo l'interesse per le infrastrutture logistiche. La banca ha continuato a investire in infrastrutture. Concluso con successo l'aumento di capitale, adesso la banca si può focalizzare anche sui progetti per le grandi piattaforme.

Perché fra la gara e l'ingresso nel cda di Ttp è passato più di un anno? Abbiamo rispettato i tempi della città. Prima c'è stato l'avvicendamento alla guida dell'Autorità portuale (alla presidenza, a Claudio Boniciolli è subentrata Marina Monassi, proveniente proprio da Unicredit, ndr); poi, a maggio, ci sono state le elezioni amministrative. Questo è stato il primo momento utile.

Sono passate poche settimane dall'incidente alla "Costa Concordia". Questo evento cambierà i vostri piani? E' evidente che l'incidente ha avuto una vasta eco. Noi per primi ci rammarichiamo di quanto avvenuto. Ma non ci saranno ripercussioni sull'attività croceristica a Trieste. I riscontri che provengono dal settore sono incoraggianti, le prenotazioni continuano a essere in linea con le previsioni precedenti all'affondamento.

Che cosa vi ha spinto a puntare su questo settore? Il dato che mi ha fatto riflettere è realtivo al numero di toccate nel 2011, 57, per 150.000 passeggeri. Nel 2012 i passeggeri erano stati meno di 40.000. E' chiaro che la presenza di un operatore importante come Costa porta benefici immediati.

In passato si è parlato anche del possibile ingresso nella società di Msc. Ci sono stati davvero contatti fra voi e loro? No. D'altra parte non possiamo avere la pretesa di avere un monopolio, il terminal dev'essere aperto, quindi ben vengano altri operatori.

Le attività di Ttp non si esauriscono con le crociere. Come gestirete gli altri settori? In termini di fatturato, le crociere hanno il ruolo principale. All'area del terminal sono associati anche i parcheggi, a servizio della città, l'attività congressuale, che vogliamo sviluppare, la manutenzione e l'ormeggio di grandi yacht.

Questo vuol dire che rimarranno fuori traghetti e ro-ro, attività che si svolgono al Molo IV e all'ormeggio 57, sempre all'interno delle vostra concessione? No, saranno gestite in maniera diversa, con un coordinamento per le varie aree.

L'Autorità portuale è vostro socio di minoranza. Come sono i rapporti? Il passaggio di consegne è avvenuto in maniera ottimale. Auspichiamo un rapporto di grande collaborazione

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