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Dieci anni dalla morte di Damiani, l'appello di Serracchiani: «Il Comune ricordi l'ex deputato»

«Letterato, amministratore, politico della nuova Trieste»»

«Il Comune di Trieste ricordi la figura di Roberto Damiani a dieci anni dalla scomparsa. Uomo, letterato, amministratore e politico che ha saputo compiere un'opera difficile: onorare la tradizione della città e portare ventate di audace modernità». Così la presidente della Regione Debora Serracchiani lancia il suo appello in occasione dei dieci anni dalla morte di Roberto Damiani (1943-2008), il popolare vicesindaco e assessore alla cultura dell'"era Illy", professore all'Ateneo triestino, autore di saggi, scritti narritivi e drammi. A lui sono legate le grandi mostre che proiettarono Trieste sul palcoscenico internazionale, l'affermazione del civismo come esperienza politica sganciata dai partiti tradizionali, un approccio pragmatico e concreto ai problemi, una vitalità e umanità effervescente.

«È un appello che rivolgo al sindaco Dipiazza - continua Serracchiani - il quale ha saputo interpretare un sentimento diffuso di affetto e apprezzamento per Damiani, al di là degli schieramenti, quando nella sala del Consiglio comunale gli ha consegnato il Sigillo trecentesco».

«Innumerevoli amici, testimoni e comuni cittadini - indica Serracchiani - ne conservano la memoria e ne riportano i meriti. Ma non possiamo delegare alla buona volontà degli uomini il compito del ricordo di chi ha ben agito e ben meritato: occorre che le istituzioni lascino un segno tangibile e duraturo, una via o almeno una targa, a beneficio - conclude - di chi verrà dopo di noi».

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