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La corsa a palazzo tra annunci, opere e omissioni: migliaia di firme infiammano la campagna elettorale

A circa sei mesi dalle amministrative la campagna elettorale ha subito una progressiva accelerazione. Le associazioni per Acquamarina: "Pronti a tornare in piazza con i banchetti". Tra petizioni, progetti futuri e tavoli tecnici, come la città respira il clima politico

Raccogliere firme non garantisce la soluzione del problema ma a volte può evidenziare una netta contrapposizione tra le adesioni e particolari criticità politiche. Tra lo stallo giudiziario della piscina terapeutica ed il recente “caso” relativo al Mercato coperto (oltre ad altre petizioni di minore entità), migliaia di triestini hanno aderito, tra il web e i banchetti, a numerose raccolte firme. Il loro numero (oltre 6000 sul mercato coperto e 8500 sull'Acquamarina, solo per citare due esempi) è significativo e se in alcuni casi è frutto di un impegno iniziato ben prima dell’apertura delle candidature, nelle occasioni più recenti simboleggia a buon titolo la tanto attesa accelerazione della campagna elettorale. 

Il "caso" Acquamarina, le associazioni: "Presto di nuovo in piazza"

“Torneremo in piazza e lì ci resteremo ad oltranza – così Federica Verin, rappresentante di 20 associazioni e soprattutto delle 8500 firme raccolte per l’Acquamarina – visto che a distanza di mesi ancora non si capisce quale sia il problema o quale ”. La nuova piscina dovrebbe sorgere in porto vecchio e, secondo la Verin, “è più una spa che una piscina terapeutica”. Dietro al sodalizio indicato dal Comune c’è Salvatore Guarneri, amministratore delegato di quella Terme Fvg che per certi versi “monopolizza” il settore in regione, con la gestione di Arta Terme, Monfalcone e Grado. La battaglia della Verin e delle oltre 5000 persone dietro alle firme, secondo gli addetti ai lavori rischierebbe di rovinare il progetto triestino di Guarneri e, in aggiunta, potrebbe rendere non così scontato il cammino elettorale del centrodestra a Trieste. “Mi sono presa un impegno con queste persone – così la Verin – e lo porterò a termine, costi quel che costi”.

Mercato coperto: il botta e risposta tra firme e idee

Dopo un lungo sonno disturbato in prima battuta dal dibattito sul futuro del porto vecchio, la corsa a palazzo Cheba ha infatti subito nelle ultime settimane un’importante accelerazione, anche grazie al “caso” Mercato coperto. L’ipotesi dell’inserimento di colossi della grande distribuzione all’interno dello spazio di Barriera ha scatenato le reazioni del web e la raccolta firme che il movimento Adesso Trieste ha consegnato ai titolari della bancarelle. Lorenzo Giorgi e Paolo Polidori hanno difeso a spada tratta l’operato del Comune e non è mancata la netta presa di posizione del sindaco. “Portatemi una proposta, qui ci sono le chiavi”.

"Porte aperte a tutti", spunta l'interesse di Televita

Un guizzo all’insegna del “fatti, non chiacchiere” tanto caro alla giunta Dipiazza che si è difesa dicendo “non c’è nessuna idea di fare un supermercato”. L’interlocuzione con Monticolo e Foti sarebbe ripresa, come pure quella con altri attori. “Ho bisogno della lista di chi è interessato – così il sindaco –, venti, trenta realtà diverse che andrebbero dentro al mercato”. Il primo cittadino non si sbottona ma conferma di aver incassato già alcune adesioni, tra cui quella di Televita e di ristoratori del centro. “Prima mettiamo le carte sul tavolo e poi decidiamo”. Sulle firme raccolte durante il “caso” del Mercato coperto, il vicesindaco Polidori sostiene che “le porte sono aperte per tutti. Prossima settimana faremo una Commissione che avrà il compito di ascoltare le proposte. Il progetto deve riguardare anche il turismo, non esclusivamente i cittadini del rione”.

La campagna elettorale e l'aspetto decisivo delle opere

All’esponente leghista piace l’idea del mercato dei prodotti enogastronomici della Venezia Giulia, ipotesi che invece non trova pienamente d’accordo Dipiazza a cui piace altresì l’idea di un “attrattore” e di spazi da destinare ad attività artigianali. C’è condivisione invece sulle decisioni che andrebbero ad impattare sulle finanze dell’amministrazione. “Bisogna vedere come sta in piedi e decidere se e come mettere a disposizione le risorse del Comune. La conclusione del “caso” è stata strumentale e deleteria per lo stesso mercato, sembra la gara a chi la spara più alta” così Polidori. Al netto delle posizioni dei partiti, la giunta è consapevole dell’aspetto decisivo, in termini di rielezione (e di sviluppo urbano) che avrà la campagna elettorale nei prossimi mesi.

Russo: "La verità è che non hanno niente in mano"

Ad oggi, tra le numerose liste e gli schieramenti tradizionali (non ultima “Cambiamo” di Marco Gabrielli, l’ex presidente del Consiglio comunale “inviso” alla stessa Lista Dipiazza), la sfida nella sfida sarà quella tra il primo cittadino in carica e il candidato in pectore del centrosinistra, Francesco Russo. “Pensavano di annunciare una serie di operazioni adesso per poi votare a maggio ma lo slittamento delle amministrative in autunno ha smascherato tutti i bluff: la verità è che non hanno niente in mano” così il consigliere regionale del Pd che ha lanciato la “Punto Franco”, l’associazione che ha aperto la strada alla sua lista civica.

L'ultima riunione su Acquamarina, clima "infuocato"

Sul fronte della raccolta firme per l’Acquamarina, Polidori non vede una manifestazione di dissenso. “L’esigenza di riaverla è sacrosanta, ma al di là delle ipotesi, tutta l’area di riferimento nasconde molte incognite, dal mercato ortofrutticolo all’ex meccanografico, fino al Parco del mare sulla cui serietà progettuale non ho dubbi”. Venerdì scorso l’ultima riunione tra le associazioni che chiedono la restituzione dei servizi della piscina ed i tecnici del Comune si è svolta in un clima decisamente acceso. “Conosciamo i dettagli dell’operazione – ha concluso la Verin -, abbiamo studiato tutto”. Insomma, dopo il venir meno della Ferriera, alcuni grandi progetti di sviluppo urbano della città del futuro sono entrati di fatto nella battaglia per amministrare Trieste.

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