Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Diffamazione a mezzo stampa, Carini querela Repubblica e Il Fatto Quotidiano

L'organizzatore della maratona al centro della bufera mediatica lo scorso aprile, dopo l'assoluzione da parte del tribunale sportivo, ha sporto querela contro i due giornali nazionali. "Per avere gravemente leso l’immagine, offeso l’onorabilità e la dignità della persona e dell’evento sportivo"

Il responsabile dell’organizzazione del Trieste Running Festival e presidente di Apd Miramar, Fabio Carini, assistito dagli avvocati Ilaria Salamandra e Matteo Annunziata del Foro di Roma, ha querelato il quotidiano La Repubblica e il quotidiano on line Il Fatto Quotidiano per il reato di diffamazione a mezzo stampa e, di conseguenza, per avere gravemente leso l’immagine, offeso l’onorabilità e la dignità della persona e dell’evento sportivo attraverso la pubblicazione, lo scorso aprile, di articoli totalmente fuorvianti rispetto alla realtà di fatti e dichiarazioni relative alla partecipazione o meno di top runner africani alla 24esima edizione della Trieste Half Marathon. 

Non ci fu razzismo, Carini assolto

“Una scelta – ribadisce l’organizzatore – legata a un’importante questione etica posta all’attenzione generale con l’obiettivo di stimolare il mondo del running a garantire e riequilibrare i trattamenti economici riservati agli atleti professionisti, al momento troppo spesso non tarati sul reale valore della prestazione e, di conseguenza, sfavorevoli ai tanti corridori di fascia media e media-alta provenienti soprattutto dai paesi africani”.

Carini assolto dalle accuse di razzismo

La maratona di Trieste era stata al centro di una bufera mediatica lo scorso aprile, acceso dibattito che aveva fatto presto il giro del web. “La libertà di stampa è una grande conquista – commenta Carini, assolto da ogni accusa di razzismo dal tribunale sportivo della Fidal in quanto il fatto non sussiste – ma auspico che una società civile ed evoluta mai permetterà agli organi di stampa, come a chiunque attraverso i moderni sistemi di comunicazione, di travisare e mistificare impunemente la realtà, utilizzando perfino l’insulto come strumento per esprimere e indirizzare opinioni".

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