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Fincantieri sul blitz dei carabinieri: "Coinvolte aziende terze"

La replica dell'azienda dopo la nota del Noe di Udine di questa mattina

Riceviamo da Fincantieri e pubblichiamo integralmente

Nel quadro di un complesso e articolato intervento sulla struttura logistica ed impiantistica del cantiere, lo Stabilimento Fincantieri di Monfalcone sta attualmente realizzando, in presenza di puntuali determinazioni autorizzative rilasciate dalle amministrazioni competenti, la demolizione dell’ex scalo 304, il consolidamento dell’esistente banchina E e la costruzione della nuova banchina F.

Tali attività si affiancano e fanno seguito ad altri consistenti interventi impiantistici, in parte già realizzati, che hanno già comportato investimenti superiori a 50 milioni di euro posizionando il cantiere isontino ai più elevati livelli di sostenibilità ambientale ed efficienza in ambito europeo. In questo modo Fincantieri ha conformato la propria organizzazione e l’intero lay-out del sito produttivo di Monfalcone ai migliori standard di mercato fornendo contemporaneamente concrete risposte alle istanze del territorio, sia per quanto concerne gli aspetti sociali che quelli in materia di tutela ambientale.

La trasparenza nella gestione di tali interventi è testimoniata non solo dal conseguimento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) intervenuta a fine 2017 ma anche dalle attività sviluppate successivamente in condivisione e contraddittorio con le competenti Autorità comunali e regionali.  Nell’ambito dell’AIA stessa infatti è prevista e disciplinata la sistematica, costante attività di monitoraggio e controllo da parte degli Enti territoriali a ciò deputati.

Quanto asserito dunque dal Comando dei Carabinieri-NOE circa l’esistenza di uno stoccaggio di rifiuti non autorizzato risulta quindi frutto di valutazioni e oggetto di contestazioni sul cui fondamento è legittimo avanzare perplessità e che nel merito e, a fronte di puntuali approfondimenti, saranno oggetto di rappresentazione ed impugnativa nelle competenti sedi istituzionali e giurisdizionali. L’azienda infatti ha sempre operato con la massima osservanza delle norme predisposte in materia di rifiuti, che privilegiano il riutilizzo a fronte del loro indiscriminato smaltimento.   

Per dovere di chiarezza e completezza di informazione, va precisato che l’attività che ha dato luogo alla contestazione del NOE è stata affidata e svolta da aziende terze specializzate e che gran parte del materiale oggetto del sequestro rientra in un preciso piano di riutilizzo per evitare inutili conferimenti in discarica, mentre il sequestro stesso ha precluso il completamento delle attività di smaltimento già avviate. 

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