Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Garante persone a rischio discriminazione Fvg: «Social network, continui messaggi di intolleranza»

Walter Citti esprime profonda preoccupazione per i numerosi episodi di intolleranza nei confronti di minoranze e gruppi sociali che si sono registrati in Friuli Venezia Giulia in questi ultimi giorni

 Il Garante regionale per le persone a rischio di discriminazione, Walter Citti, esprime profonda preoccupazione per i numerosi episodi di intolleranza nei confronti di minoranze e gruppi sociali che si sono registrati in Friuli Venezia Giulia in questi ultimi giorni e che sembrano evidenziare un grave rischio per la convivenza civile e la coesione sociale. È, perciò, necessaria un'azione di prevenzione nei confronti dell'uso dei social network per la diffusione di messaggi di intolleranza e razzismo.

Citti comunica di aver segnalato all'Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti di discriminazione presso il ministero dell'Interno) la vicenda del candidato alle elezioni comunali di Pordenone pesantemente offeso su Facebook da epiteti razzisti, affinché si accertino gli eventuali reati di diffamazione, con la circostanza dell'odio etnico-razziale, e di diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico. 

Il Garante regionale ricorda come la comunicazione attraverso i social network attenga alla sfera pubblica, in quanto i post e i commenti pubblicati sono destinati a essere normalmente letti in tempi ravvicinati da un numero indeterminato di soggetti, per cui per tali forme di comunicazione la libertà di espressione trova il giusto limite del rispetto della dignità delle persone e dunque cessa quando travalica nella diffamazione, nell'istigazione alla discriminazione, incitamento o diffusione dell'odio razziale, nazionale o religioso, così come riconosciuto dalla giurisprudenza europea e nazionale.


Citti ricorda inoltra la recente pubblicazione della seconda "Mappa dell'intolleranza", fondata sull'analisi della concentrazione di messaggi sessisti, razzisti, omofobi e islamofobi inviati via twitter. Ed esprime preoccupazione per come, secondo tale ricerca, nella nostra regione i messaggi intolleranti siano particolarmente presenti in rapporto alla popolazione residente, rendendo necessari interventi di prevenzione e promozione all'uso corretto dei social network, nonché di supporto all'inclusione sociale e di promozione delle pari opportunità.

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