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Il maxi processo

'Ndrangheta, clan dei Piscopani alla sbarra, tra gli imputati un finanziere triestino

Si chiama Giovanni Tinelli ed è imputato nel maxi processo messo in piede dalla Procura di Catanzaro. Il pubblico ministero Andrea Mancuso ha chiesto condanne per centinaia di anni

C'è anche un triestino tra gli imputati di cui la Dda di Catanzaro ha chiesto la condanna nel maxi processo contro decine di esponenti del clan dei Piscopani, sodalizio 'ndranghetista finito nel mirino della magistratura calabrese. Il pubblico ministero titolare del fascicolo Andrea Mancuso ha chiesto pene che vanno dai 30 anni per Rosario Battaglia (uno dei vertici criminali) fino ai tre anni chiesti proprio per il finanziere Giovanni Tinelli. Il triestino, di 45 anni, è un finanziere nato a Trieste ma in servizio presso Vibo Valentia. E' accusato di aver passato ai Piscopani notizie riservate in merito ad indagini in corso. I capi di imputazione complessivi nell'operazione denominata "Rimpiazza" vanno dall'associazione mafiosa al narcotraffico, dall'estorsione al danneggiamento, fino all'usura, lo spaccio di stupefacenti e e l'intestazione fittizia di beni. 

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