La Finanza smaschera grosso giro di assunzioni irregolari e lavoro nero

Le Fiamme Gialle di Gorizia hanno messo a segno un duro colpo nei confronti di alcune imprese che operavano anche a Trieste, senza nessuna tutela per i lavoratori. Nell'operazione oltre 300 i lavoratori risultati non in regola e 29 quelli completamente in "nero"

La Compagnia della Guardia di Finanza di Gorizia, in collaborazione con l'Ufficio Vigilanza dell'I.N.P.S. di Udine, ha recentemente concluso tre attività ispettive finalizzate al contrasto del lavoro sommerso ed al riscontro del corretto assolvimento degli obblighi dei sostituti d'imposta, scoprendo l'assunzione irregolare di 304 operai, in prevalenza di nazionalità bosniaca, serba, croata, rumena e polacca. A riportare la notizia è ADN Kronos che sottolinea come "ben 29 dipendenti sono risultati totalmente in ''nero'' e dunque assunti senza alcun contratto e forma di tutela".

Tra il 2014 ed oggi scovati oltre 740 lavoratori irregolari

La questione è relativa al biennio 2017-2018 e gli irregolari e in nero risultavano lavorare per "tre imprese operanti nel settore della carpenteria metallica". Le imprese, che lavoravano in regime di subappalato avevano indicato come sede legale le città di Gorizia, Maribor e Belgrado, mentre avevano "unità operative" a Monfalcone e nelle province di Trieste, Pordenone e Treviso. L'operazione "Overtime" lo scorso anno aveva individuato ulteriori 437 lavoratori irregolari "alle dipendenze della sola azienda con sede legale a Gorizia" come riportato da ADN. I movimenti irregolari in questo caso si riferivano agli anni 2014, 2015 e 2016. Ma come agivano le imprese sul territorio e con quali metodi? 

Come truffavano

Due erano i "meccanismi fraudolenti" che gli imprenditori di norma avrebbero utilizzato. Il primo riguarda il camuffamento dei compensi di lavoro straordinario con "voci, totalmente o parzialmente" che non erano soggette a tassazione e contribuzione. In questo caso i due imprenditori, un cittadino sloveno e un altro di origine serba, utilizzavano soprattutto le indennità di trasferta e i rimborsi chilometrici. Nel secondo caso invece avrebbero provveduto a "mascherare le ore di lavoro straordinario attraverso il riconoscimento di ferie, ratei per trattamento fine 
rapporto e tredicesima, permessi maturati e non goduti".

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