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Cronaca

INTERVISTA - Seconda chance a X Factor 8 per Les Babettes: «Abbiamo bisogno dei vostri voti»

20.38 - «Abbiamo cominciato senza particolari aspettative, ma adesso l'idea ci fa davvero gola»

X Factor 8, il talent show di Sky Uno, quest'anno ha visto un'importante presenza triestina tra i concorrenti, non tanto quantitativamente, ma senz'altro qualitativamente: infatti ben erano tre i rappresentanti della nostra città nella rosa dei 48 che sono approdati ai Boot Camp, e addirittura due quelli arrivati alle Home Visit, cioè gli Spritz For Five e le Les Babettes (precedentemente era stato escluso Riky Yane).

Morgan, il giudice dei gruppi ha deciso di tenere solo gli Spritz, ma ha messo in ballottaggio per il ripescaggio le ragazze, che ora hanno bisogno dell'aiuto del pubblico per entrare nella rosa dei partecipanti alle serate Live.

Ma chi sono Les Babettes? 

«Siamo due triestine, Eleonora Lana (29 anni) e Chiara Gelmini (28 anni) e una veronese, Anna De Giovanni (28 anni), naturalizzata triestina, tutte dalla formazione varia ed eclettica. Ognuna ha il suo bagaglio artistico e musicale: pattinaggio artistico, circo e violino (Anna), canto, danza e teatro (Chiara), pianoforte ed esperienza nel campo della voce e del musical (Eleonora). La passione che condividiamo per lo spettacolo ci unisce, e le singole competenze arricchiscono il lavoro del trio».

Da quanto vi conoscente e cantate insieme? Com'è nato il vostro gruppo?

Eleonora: «Io e Chiara cantavamo insieme nello stesso coro storico di voci bianche di Trieste e ci conosciamo da quando avevamo otto anni».
Anna: «Parecchi anni dopo, caso vuole che io e Chiara diventassimo vicine di casa: il passo verso la prima prova a tre davanti ad un pianoforte scordato in cucina è stato letteralmente breve!?Il gruppo è nato tre anni fa, ma durante i primi due anni Eleonora non abitava a Trieste, perciò era molto difficile trovarsi per provare e il progetto proseguiva a rilento. Il vero debutto sulle scene, cioè il primo concerto, è avvenuto esattamente un anno fa, e da lì non ci siamo più fermate!».

Come avete deciso di partecipare a X Factor?

«L’idea di partecipare a un Talent Show non ci aveva mai minimamente sfiorato, finché una persona che stimiamo molto dal punto di vista musicale ci ha incoraggiate a farlo. Ci siamo dette: ma sì, perché non provare? È stata ed è un’esperienza molto forte, emozionante e formativa, in tutti i sensi: non capita a tutti di vedere il mondo della televisione, affascinante e diabolico allo stesso tempo, dall’interno...».

Con che aspettative e stato d'animo vi siete approciate al programma?

«All’inizio, non avendo particolari aspettative abbiamo vissuto con crescente incredulità il nostro avanzare di provino in provino, sempre con la sensazione che si trattasse di uno scherzo del destino. Agli Home Visit infine siamo state eliminate, ma subito dopo ripescate! Adesso che siamo ad un passo dall’entrare, ammettiamo che ci fa davvero gola l’idea di poter accedere alle puntate Live e lavorare a stretto contatto con grandi professionisti... ma per farlo avremo bisogno dell’aiuto e del voto di tutti!».

Morgan, ma anche gli altri giudici, hanno espresso delle perplessità in merito al vostro stile e genere musicale. Voi come vi definite?

«I nostri concerti riscuotono molto successo da un pubblico che è decisamente eterogeneo, e in questi proponiamo un repertorio classico ormai rodato. Il nostro stile è elegante, ironico, frizzante, accattivante. Ci ispiriamo ai maggiori trii vocali degli anni '30 e '40, abbracciando anche l'estetica legata a quel periodo, ma sempre mettendoci il nostro zampino, quindi mai in modo rigorosamente filologico. Siamo consapevoli della distanza col passato, per questo nel proporre brani classici abbiamo sempre in mente ciò che vogliamo aggiungere di nostro».

«Il genere a cui ad oggi ci rifacciamo principalmente è lo swing, a cui va detto che il panorama discografico italiano non è del tutto estraneo (si pensi all'electroswing, ai remix come “Tu vu fà l'americano”, ai pezzi swing dance che si ascoltano alla radio e nelle discoteche). L'operazione sul passato che mettiamo in atto non è solo di puro revival: cantare cover all'inizio della nostra avventura è stato una palestra per scoprire le ricette delle armonizzazioni per niente banali dell'epoca, per imparare ad impastare le nostre voci e scoprire le sonorità che potevano produrre insieme, per allenare l'ascolto tra di noi, trovare ispirazione per le coreografie. Rispetto ai cantanti singoli, dietro un gruppo vocale c'è un lavoro di tipo completamente diverso, fatto di prove su prove, disciplina, ascolto. Non è importante avere delle voci potentissime e strabilianti se poi insieme non compongono i colori giusti. Ora che ci siamo fatte un po' di muscoletti, oltre a portare avanti il nostro repertorio classico, possiamo esplorare altri generi e pensare di scrivere pezzi nostri: siamo aperte a sperimentare nuove direzioni e collaborazioni (alcune già avviate) che speriamo avranno riscontro positivo anche da un pubblico più vasto».

Avete un messaggio per il pubblico che dovrà votarvi per farvi accedere alla fase finale del programma?

«Forse non tutti sanno che entrare a far parte della rosa dei concorrenti effettivi non significa solamente partecipare a un programma televisivo, ma anche, e soprattutto, avere la possibilità di firmare dei contratti discografici con la Sony: insomma, non si scherza, la posta in gioco è davvero alta. Fino ad oggi il pubblico, triestino e non solo, ha dimostrato grande affetto ed entusiasmo per il nostro progetto musicale: speriamo continui a seguirci come ha fatto finora, e di conquistare sempre più fans! Per sostenere la nostra corsa a X Factor, visitate la nostra pagina Facebook, Les Babettes, dove troverete i link per votare. Si possono dare fino a 5 voti!».

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