Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

L'assessore Torrenti indagato per truffa aggravata ai danni della Regione… ma resta in "panchina"

9.22 - Ammontano a circa 170 mila euro le presunte fatture irregolari. All'attacco il M5S con Frattolin: «Serracchiani avrebbe dovuto accettare le dimissioni»

Si chiarisce il quadro giuridico che ha coinvolto l'assessore alla Cultura, Sport e Solidarietà: Gianni Torrenti sarebbe indagato per truffa aggravata ai danni della Regione Friuli Venezia Giulia. Sul tavolo del Pm Federico Frezza 170 mila euro di presunte fatturazioni irregolari tra l'associazione "Spaesati" e la cooperativa Bonawentura (che gestisce il Teatro Miela), entrambe presedutete da Torrenti. 

Secondo le indagini, l'associazione "Spaesati" sarebbe stata creata solo allo scopo di percepire contributi regionali in quanto Onlus, una "scatola vuota" riempita dal lavoro della coopertativa Bonawentura che, essenso una società a scopo di lucro, non avrebbe avuto diritto a questi soldi regionali.

Torrenti si è dichiarato sereno e impaziente di essere ascoltato dal Pm per chiarire la sua posizione, ma secondo le ferie del calendario giuridico, prima del 15 di settembre non possono essere fissate udienze.

Parallelamente si è creato una grossa polemica politica: infatti, la presidente della Regione Debora Serracchiani, sentito Torrenti, ha deciso di sospenderlo togliendogli le deleghe (che vanno ad aggiungersi alle quattro che la governatrice aveva già tenuto per se), rifiutando di accettare le dimissioni dell'assessore, che quindi resta in carica. 

All'attacco della decisione il Movimento 5 Stelle che, con la capogruppo in Consiglio Regionale Elena Frattolini, criticano la decisione della Serracchiani: «Lei che, a parole, non voleva indagati nelle liste elettorali, ora finisce per tenersi un indagato in giunta. È inaccettabile - attacca - che venga creata una nuova figura politica: “l’assessore in panchina” con i soldi dei cittadini».

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