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L'opposizione chiede la piazza per il Pride, la maggioranza tira dritto

Seduta movimentata in Consiglio comunale questa sera. Il Partito Democratico ha chiesto di rivedere la posizione della Giunta sulla mancata concessione di piazza Unità al momento conclusivo del FVG Pride, in programma l'8 giugno prossimo. Mozione urgente bocciata

Il Consiglio comunale “litiga” sulla mancata concessione di piazza Unità agli organizzatori del FVG Pride che vedrà la sua sfilata conclusiva l’8 giugno a Trieste. La maggioranza ha ribadito la sua contrarietà, affermando a vario titolo ragioni diverse. La mozione urgente presentata dal Partito Democratico, che chiedeva di "rivedere il parere e consentire la collocazione di un palco con due torri audio per la realizzazione di esibizioni musicali come richiesto dagli organizzatori" è stata respinta dalla maggioranza. 

Fratelli d'Italia e Lega: "La concessione è discrezionale, non dateci lezioni"

Claudio Giacomelli di Fratelli d'Italia ha affermato che “la scelta della concessione è discrezionale, di conseguenza la decisione ricalca una posizione politica di questa maggioranza, non certamente la negazione di diritti garantiti dalla Costituzione”. Secondo il compagno di partito Salvatore Porro “il mondo sarebbe governato da una minoranza di omosessuali”. Lo “scontro” nella seduta consiliare ha coinvolto poi anche la “strana coppia” Sabrina Morena di Open FVG e Michele Claudio della Lega, non nuovi a scintille durante i lavori consiliari. Secondo la consigliera di sinistra “la maggioranza è insensibile al rispetto dei diritti fondamentali”, mentre l’esponente del Carroccio ha glissato, esprimendo forte contrarietà, non senza alzare i toni della discussione. 

Everest Bertoli ha affermato “è un problema quando si arringa a tanta passione, tuttavia un po’ di memoria in più non guasterebbe. Nel luglio 2013 le Drag Queen chiesero piazza Verdi ma la giunta Cosolini tenne la domanda sulla scrivania per due mesi e nemmeno rispose”. “Non dateci lezioni, visto che se il PD può negare piazza Verdi allora il sindaco Dipiazza può fare altrettanto con piazza Unità”. Scintille poi anche tra Tuiach e il consigliere del Partito Democratico, Marco Toncelli. 

Il capogruppo di Forza Italia Alberto Polacco ha tentato di riportare equilibrio all'interno del dibattito serale del Consiglio comunale. "Sotto il profilo delle norme che tutelano i diritti, voteremo contro non per spirito di rivalsa, neanche per difendere una scelta del sindaco, ma la motivazione richiama un orientamento politico che non vuole avere nulla di discriminatorio". 

L'opposizione furiosa con Porro e Tuiach

La consigliera Fabiana Martini sempre del PD è intervenuta “per ribadire che l’organizzazione degli spazi è sempre una questione d’identità. Le rivendicazioni interne al manifesto del Pride sono assolutamente politiche, ma non credo si a necessaria la condivisione di quei punti per poter concedere lo spazio”. “Gli spazi non sono di proprietà di chi amministra – ha continuato la consigliera dem – perché essere al servizio della collettività non significa occupare degli spazi, bensì essere al servizio di cittadini e cittadine e garantire la manifestazione del proprio pensiero all’interno di uno spazio che è e deve essere pubblico”.

“Non si chiede una adesione dell’amministrazione, del sindaco e della Giunta al manifesto del Pride, questo è abbastanza chiaro. Si chiede semplicemente che questo pensiero possa essere manifestato liberamente in uno spazio che è di tutti e non di proprietà del sindaco”.  

La consigliera Bassa Poropat ha risposto al consigliere Fabio Tuiach che aveva tirato in ballo il cattolicesimo, affermando che “l’omosessualità è definita dalla Chiesa un abominio”. “Io sono cattolica e non mi permetto di giudicare gli altri. Credo che una persona intelligente non abbia nulla da perdere in determinate situazioni e l’amministrazione debba essere sempre al di sopra delle parti”. Siamo superiori all’evento stesso e dobbiamo guardarlo con la giusta comprensione”.

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