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Lr9, allarme Legacoopsociali Fvg: «A rischio licenziamento oltre mille operatori sociali»

Concreto rischio di chiusura per interi servizi sociali e sanitari

Sono oltre mille in Friuli Venezia Giulia gli operatori sociali “privi di titoli” che non rientrano nella Legge regionale 9 recentemente approvata e che rischiano seriamente di rimanere esclusi dal mercato del lavoro. “Si tratta di un dato di grande drammaticità – afferma il presidente di Legacoopsociali Fvg, Gian Luigi Bettoli – e aggiornato con ogni probabilità per difetto”. Lo rileva una ricognizione di questi giorni della stessa Legacoopsociali regionale, di cui Bettoli ha prontamente informato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, insieme agli assessori interessati ed ai capigruppo dei vari partiti, inviando una lettera in cui fa il punto a seguito proprio della raccolta dati sugli operatori sociali privi di titolo che rimangono esclusi dalla Legge regionale 9. Legge, quella regionale, peraltro impugnata dal Governo davanti alla Corte Costituzionale, e “che avrebbe dovuto risolvere il problema degli operatori privi di titoli in Friuli Venezia Giulia. La situazione – afferma Bettoli - è drammatica, con almeno un migliaio di operatori esclusi dalla sanatoria”.

A seguito dell’approvazione della lr 9, Legacoopsociali ha voluto compiere una prima rilevazione informale del personale delle Cooperative sociali che potrebbe risultare escluso dall’operare nei servizi, non rientrando nelle previsioni delle nuove norme. “Ci preme far emergere la drammatica situazione – sottolinea Bettoli – di chi potrebbe trovarsi da un giorno all’altro escluso dal lavoro in presenza di procedure di affidamento che non prevedano adeguate clausole sociali né il riconoscimento dei diritti acquisiti degli operatori, con gravi conseguenze di tipo sociale sia per le lavoratrici - si tratta in grande prevalenza di donne - e i lavoratori, sia per le persone che beneficiano dei servizi”.

I numeri ci dicono che sono 1060 gli operatori nel loro complesso non rientranti nella lr 9, di cui 730 addetti all’assistenza privi dell’anzianità di 2 anni al 22 aprile 2006 e quindi esclusi dai percorsi delle “misure compensative”, 250 educatori privi dell’anzianità richiesta al 31 dicembre 2015, 80 animatori privi dell’anzianità al 31 dicembre 2015. “Dati aggiornati per difetto – evidenzia Bettoli -, dal momento che non tengono conto delle altre realtà del settore, come ad esempio servizi pubblici, fondazioni, associazioni ed aziende private non appartenenti al Terzo settore.

Peraltro, il presidente di Legacoopsociali Fvg invita a tenere conto di due altri effetti: il primo riguarda “la pressoché totale assenza di laureati come Educatori professionali ed in Scienza dell’Educazione e di diplomati come Oss disoccupati ed assumibili”; il secondo concerne “l’imminente assunzione a mezzo di concorso pubblico di molti Oss nei ranghi della pubblica amministrazione, con i conseguenti incolmabili vuoti nei servizi gestiti dalle Cooperative sociali, ed il concreto rischio di chiusura di interi servizi sociali e sanitari”.

“Messi temporaneamente da parte i rilievi e le differenze di opinione rispetto alla legge 9” – come premette Legacoopsociali, con l’obiettivo di sollecitare una rapida correzione di rotta - va ricordato che le Associazioni regionali della Cooperazione sociale e degli Educatori avevano espresso importanti diversità di opinione rispetto alla proposta regionale. Innanzitutto perché la proposta interveniva in una materia di competenza nazionale, come la definizione dei titoli di laurea. In più occasioni, infatti, i rappresentanti cooperativi avevano ricordato a politici e dirigenti regionali il caso analogo del Piemonte, la cui legge era stata impugnata dal Governo davanti alla Corte Costituzionale, che aveva bocciato la norma.

Meccanismo ed effetti che si sono riproposti ora in Friuli Venezia Giulia, il cui Consiglio regionale dovrà modificare la legge 9 per non vedersela bocciare dalla Suprema Corte. Sarebbe bastato attendere ancora qualche mese per vedere approvata la proposta di legge nazionale “Iori”, già votata alla quasi unanimità dalla Camera dei Deputati.

Altro punto di dissenso riguarda il demansionamento di gran parte degli educatori, reinquadrati come “animatori”. In conclusione, i dati presentati da Legacoopsociali Fvg evidenziano la gravità della mancata soluzione per gli addetti all'assistenza assunti dopo l'aprile 2004 e non qualificati solo a causa del gravissimo ritardo regionale nell'indizione dei corsi formativi previsti dalla legge regionale 6 dell’ormai lontano 2006. “E merita ricordare – chiosa Bettoli - come negli stessi uffici regionali si sia incerti sulla data esatta di computo, se marzo od aprile 2004”.

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