Cronaca

Molestie sulla 10, Silp Cgil: «"Ronde di controllo" pericolose e censurabili»

«Reati denunciati in decremento, dimostrata efficacia delle forze dell'ordine e del Nue 112»

«Si è avuta notizia di gruppi di cittadini (e di rappresentanti politici locali asseritamente patrioti) che, anche utilizzando il web, si sono aggregati per effettuare forme di "pattugliamento" di alcune aree urbane e mezzi di trasporto pubblico, con il dichiarato obiettivo di "controllare le zone più pericolose dove i cittadini si lamentano per la brutta gente" ed autodefinita "ronda di controllo"». Questa la premessa del sindacato di Polizia Silp Cgil, poco dopo l'annuncio di Fabio Tuiach sul controllo di gruppo sulla linea 10.

«Si tratta a nostro parere - commenta il sindacato - di iniziative censurabili per motivi tecnici e giuridici, nonché pericolose sia per chi le pone in essere sia per il comune cittadino, come più volte ribadito dai responsabili della sicurezza della città (Prefetto e Questore). In primo luogo sono illegali. Le uniche attività consentite sono quelle degli "Osservatori Volontari della Sicurezza" previste e disciplinate esclusivamente nelle forme e con le modalità stabilite dalle norme vigenti (decreto del Ministro dell'Interno dell'8 agosto 2009 e ss.mm.ii.). Ogni tipologia di organizzazione diversa da quel modello dovrebbe rendere tali attività fuori norma». 

«In secondo luogo - prosegue Silp Cgil - potrebbero esporre gli stessi cittadini che volenterosi partecipano ai "pattugliamenti", a concreti rischi, mancando, tra l'altro, di quei requisiti soggettivi e di formazione professionale, nonché crediamo, del coordinamento con la Polizia municipale, che, se non ricordiamo male, sono alcune delle condizioni previste dalla legge per la formazione degli "O.V.S.", oltre all'assenza di pregiudizi penali. Non sono inoltre da sottovalutare i potenziali danni fisici e materiali, e le conseguenti responsabilità penali e civili cui i partecipanti potrebbero incorrere per i danni, subiti o causati, anche a terzi estranei, che, in quanto conseguenza di condotte illecite, non possono essere nemmeno coperti da assicurazione». 

Queste attività, secondo i sindacalisti, «potrebbero anche ostacolare e, in taluni casi, vanificare, il nostro lavoro e quello delle altre Forze di Polizia, interferendo con le operazioni cui siamo istituzionalmente preposti e che cerchiamo di svolgere con costante impegno e continui risultati (rapportati alla realtà cittadina). Di certo tali attività contribuiscono, anche involontariamente, ad alimentare il clima di paura e l'insicurezza dei cittadini, pur in assenza di concreti elementi di rischio. Certamente non si deve sottovalutare il senso di preoccupazione e l'allarme dei cittadini per certe tipologie di reato come le aggressioni o i cosiddetti reati predatori ma, alla base di qualunque logica operativa, non si può dimenticare che si devono porre i reati denunciati che, tra l'altro, continuano a registrare, come anche riferito dal Capo della Polizia, un notevole decremento (e non si dica per senso di sfiducia nelle istituzioni)». 

«La prevenzione e il contrasto della criminalità è nostro compito precipuo - concludono - e quello delle altre Forze di Polizia (anche locali) e le uniche forme di sicurezza partecipata consentite, diverse da quelle degli "Osservatori Volontari della Sicurezza", dovrebbero essere quelle dettate dal senso civico delle persone, prevedendo che i cittadini si facciano parte attiva unicamente attraverso la segnalazione alle Forze di Polizia di qualunque situazione anomala (es. presenza di persone o mezzi sospetti, rumori in casa del vicino assente da casa, vulnerabilità ambientale, ecc.), e l'efficacia di misure quali la tempestiva chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 o segnalazioni dirette alle forze di Polizia, è stata verificata in più di una occasione!. Ora attendiamo che i nostri vertici, assieme alla società civile (e politica) prendano una netta posizione a tutela dell'Ordine e Sicurezza pubblica che noi ci sentiamo in dovere di tutelare in ossequio alle leggi che abbiamo giurato di difendere»

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