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Pescatori su Rigassificatore: niente piu' Sardoni e Canoce. 1.000 Pescatori da Riconvertire

Riceviamo da Guido Doz responsabile regionale di A.g.c.i. Agrital e pubblichiamo:RIGASSIFICATORE: NIENTE PIU’ SARDONI E CANOCE1.000 PESCATORI DA RICONVERTIRECon il rigassificatore, per il settore della pesca e dell'acquacoltura regionale si...

Riceviamo da Guido Doz responsabile regionale di A.g.c.i. Agrital e pubblichiamo:

RIGASSIFICATORE: NIENTE PIU' SARDONI E CANOCE
1.000 PESCATORI DA RICONVERTIRE
Con il rigassificatore, per il settore della pesca e dell'acquacoltura regionale si profila la fine.
Le due attività non sono compatibili con l'impianto, e gli studi di impatto ambientale presentate da Gas Natural hanno sottovalutato i problemi per le popolazioni ittiche pelagiche e bentoniche, nonché l'accrescimento dei mitili coltivati. Infatti, con il raffreddamento delle acque, nel Golfo di Trieste non ci sarà più la presenza di pesce azzurro quali sardoni, sardelle, sgombri, suri, che prediligono le acque con temperature miti.
Inoltre, anche gli allevamenti di cozze presenti in regione subiranno dei cambiamenti dovuti alla diminuzione della crescita e nella pienezza del prodotto, che si ottengono soprattutto quando l'acqua del mare è calda.

Anche gli aspetti sociali ed economici del settore della pesca e dell'acquacoltura sono stati sottovalutati, con 450 pescherecci coinvolti e circa 1.000 pescatori da riconvertire.

I tecnici e biologi dell'AGCI Agrital hanno attentamente valutato tutti i documenti presentati da Gas Natural in Regione ed al Ministero, ritenendoli completamente inaffidabili e carenti dal punto di vista tecnico e scientifico.

Tali dati minimizzano i pericoli reali per la flora e fauna ittica, fanno molti riferimenti su ipotesi astratte e danno garanzie non verificabili.
Riguardo lo studio sulle possibili interferenze con la pesca, commissionato da Gas Natural e preparato dalla Dott.ssa triestina Erica Zugna, sono evidenti le contraddizioni ed il mancato rispecchio con la realtà.

Infatti, sono stati utilizzati dei dati ed esperienze sperimentali effettuate da una Cooperativa di Ricerca di Trieste, che servivano esclusivamente per l'apertura di nuove zone di pesca all'interno delle aree portuali di Trieste e che nulla hanno a che vedere con un insediamento industriale di tale portata.
"Lo studio dell'impatto sulla pesca commissionato da Gas Natural la dice lunga su come si possa stravolgere la realtà pur di arrivare ad ottenere le necessarie autorizzazioni" ha dichiarato Guido Doz, responsabile regionale AGCI Agrital, "senza pensare alle centinaia e centinaia di famiglie che perderanno il lavoro."
"Anche le Amministrazioni Pubbliche incaricate alla valutazione dei documenti presentati da Gas Natural non sono state attente agli allarmi che gli abbiamo mandato con tutti i mezzi e in tutte le sedi" continua Doz "soprattutto sui dati e le conclusioni di alcuni studi, che sono completamente di parte, senza supporto scientifico ed inaffidabili".

"Nella categoria sta serpeggiando del forte malumore che spero non sfoci in tensioni" conclude Doz " anche se per senso di responsabilità abbiamo sempre cercato di evitare".


Il Responsabile Regionale AGCI Agrital
Guido Doz


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