Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Intitolata all'ex sindaco Manlio Cecovini la piazzetta vicino al "Cemut"

Manlio Cecovini, nato nel 1914 e deceduto nel 2010 è stato sindaco dal 1978 al 1983, oltre che parlamentare europeo e consigliere regionale, e aveva fondato nel 1976 la Lista per Trieste. Deve la sua notorietà non solo alla politica ma anche alla sua attività letteraria, che conta oltre 200 pubblicazioni

Con una partecipata cerimonia è stata intitolata questa mattina una piazzetta del centro triestino all'ex sindaco di Trieste Manlio Cecovini, alla presenza dell'attuale sindaco Roberto Dipiazza. Il luogo scelto è la piccola piazza tra via delle Mura e via Capitelli, a ridosso del locale Cemut. Hanno partecipato allo scoprimento della targa anche l'Assessore alla Toponomastica Michele Lobianco, il promotore dell'iniziativa Pino Di Lorenzo e il figlio di Manlio, Sergio Cecovini. Presenti anche diversi consiglieri comunali, altri assessori della giunta Dipiazza, il vicesindaco Paolo Polidori, l'ex senatore Giulio Camber e l'ex assessore al turismo Maurizio Bucci. Manlio Cecovini, nato nel 1914 e deceduto nel 2010 è stato sindaco dal 1978 al 1983, oltre che parlamentare europeo e consigliere regionale, e aveva fondato nel 1976 la Lista per Trieste. Deve la sua notorietà non solo alla politica ma anche alla sua attività letteraria, che conta oltre 200 pubblicazioni.

Il ricordo del sindaco Dipiazza

Il sindaco Dipiazza lo ha ricordato come "uno tra i sindaci più autorevoli, intelligenti e amati della nostra Trieste", dotato di "una capacità di prospettiva e di sguardo al futuro che sono ancora attuali e preziosi per tutti noi". "Personaggio poliedrico - ha continuato poi Dipiazza - di alto livello, sportivo, schermidore, giurista, massone, politico, amministratore, scrittore e filosofo di vita, in qualunque campo o impresa si sia cimentato ha sempre dato il massimo essendo dotato di leadership naturale, talento innato. Ricevette anche il San Giusto d'oro nel 2004 per aver dato lustro alla sua città. Con questa nuova e tanto attesa denominazione toponomastica, Trieste dice grazie e rende doveroso omaggio a uno dei suoi figli migliori".

Altri interventi

L'Assessore Lobianco lo ha definito "un uomo di straordinaria lungimiranza che ha attraversato la storia della città, che fu consulente del governo militare alleato ma anche primo fulgido esempio quale fondatore di una lista civica autonomista che ebbe un successo straordinario con quasi 60mila voti. Sarà ricordato in un luogo vivo, in cui ci si incontra".

"Amava molto il suo Carso - ha spiegato l'amico Pino Di Lorenzo -, amava ritirarsi nella sua casa di Padriciano. Era modesto ma pensava in grande, ho passato con lui anche gli ultimi anni della sua vita, sempre dialogando su tantissimi argomenti, non si fermava mai. Diceva che la felicità più grande l'aveva avuta dall'amata moglie Rosetta regalandogli due figli meravigliosi".

Il figlio Sergio ha voluto ricordare la figura del padre soffermandosi in particolare su alcuni aspetti: "E' stato un vero creativo. Da sindaco e da parlamentare europeo affermava poi di non sentirsi un 'animale politico', bensì uno scrittore. Per noi figli è stato un ottimo padre, severo ma giusto, che ci ha trasmesso seri principi di vivere civile".

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