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Caso chiuso

Assolto il killer dei due poliziotti, farà 30 anni in una residenza psichiatrica

La sentenza è stata emessa nella tarda serata di oggi 6 maggio dopo oltre tre ore di Camera di consiglio. Reazioni di sconforto da parte dei sindacati di polizia. Il sindaco preferisce non commentare. FdI si schiera dalla parte della Polizia. Ostuni: "Il dolore rimarrà sempre molto vivo". L'ex questore Petronzi: "Rimane l'enormità della perdita di due ragazzi meravigliosi"

TRIESTE - L'evidente delusione per la sentenza di assoluzione per infermità mentale si è trasformata in uno scontro tra le parti che ha assunto toni e atteggiamenti anche violenti. Alejandro Augusto Stephan Meran, il dominicano che il 4 ottobre 2019 assassinò gli agenti della Squadra Volante Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, non verrà processato a causa dell'infermità mentale stabilita dalle perizie psichiatriche e passerà i prossimi 30 anni in una residenza apposita per l'esecuzione delle misure di sicurezza. La decisione è arrivata nella serata di oggi 6 maggio, dopo oltre tre ore di Camera di consiglio. Il giudice Enzo Truncellitto ha pronunciato la sentenza dopo le 19. In mattinata, era stato lo stesso pubblico ministero Federica Riolino a chiedere l'assoluzione per la non imputabilità di Meran, a causa delle sue condizioni psichiatriche. 

Le parole delle famiglie

"Una sentenza vergognosa, un verdetto vergognoso, mi vergogno di essere italiano". Le parole sono quelle di Fabio Demenego, padre di Matteo. Dopo l'emissione della sentenza i famigliari sono usciti dall'aula della Corte di Assise. Il fratello di Matteo ha avuto uno scontro fisico con l'avvocato di Meran, Paolo Bevilacqua che ha dato in escandescenze a causa dello stato di gravidanza della sua assistente. Grande la delusione tra i sindacati di polizia. "La decisione di oggi di riconoscere la totale infermità mentale all’assassino di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego e quindi sottrarlo ad un giusto processo penale ci turba profondamente e riapre una ferita in realtà mai chiusa" così il segretario provinciale del Sap, Lorenzo Tamaro, mentre Edoardo Alessio della Fsp ha parlato di "sconcerto e sconforto, Rotta e Demenego sono morti due volte, il pensiero va ai parenti delle vittime e ai colleghi tutti". 

Le reazioni: sindacati e politica

"Questa è una tragedia - ha detto il procuratore capo Antonio De Nicolo - però la non imputabilità del diritto è questa. Non ci sono, in base alle norme e alle prove che abbiamo, alternative. Ora il giudice ha disposto la scarcerazione ma la scarcerazione non avverrà. Chiederemo al ministero che ci designi la Rems adatta a contenere la pericolosità sociale di costui e nel frattempo chiederemo al direttore del carcere di Montorio di trattenere Meran". Il sindaco Dipiazza ha preferito non commentare, anche se su Facebook nella mattinata di oggi era comparso un commento a suo nome con la frase "In carcere e gettare via le chiavi". Va giù pesante anche Fratelli d'Italia, attraverso le parole di Maurizio De Blasio, assessore alla Sicurezza del Comune di Trieste. "Emotivamente non si può rimanere indifferenti, soprattutto pensando ai due agenti uccisi e ai loro famigliari i quali non chiedevano vendetta ma solo il riconoscimento delle responsabilità". 

Le parole dell'ex questore Petronzi

"Le sentenze non si commentano - ha detto il questore Pietro Ostuni - ma il dolore di quello che è successo rimarrà sempre molto vivo in tutta la polizia". "Si prende atto della sentenza che si fonda su una valutazione di carattere tecnico-scientifico ma rimane l'enormità della perdita di due ragazzi meravigliosi" questo invece il commento è di Giuseppe Petronzi, questore di Trieste all'epoca dei fatti ed oggi numero uno della questura di Milano. Anche il capo della polizia, secondo un'indiscrezione, ha contattato le famiglie per esprimere vicinanza, in un momento particolarmente delicato. 

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