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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Via Karl Ludwig Von Bruck

Presidio lavoratori portuali: forte preoccupazione dei sindacati

Uno sciopero nazionale dei lavoratori dei porti è stato proclamato oggi da FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI per il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale

Uno sciopero nazionale dei lavoratori dei porti è stato proclamato oggi da FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI per il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale, scaduto già da dicembre 2018. Le sigle sindacali hanno organizzato un presidio regionale davanti alla torre del Lloyd, sede dell'Autorità Portuale. “Lo sciopero ha registrato adesioni per l'80% a Trieste e intorno al 90% a Monfalcone” ha dichiarato il segretario regionale della FILT CGIL Valentino Lorelli, che ha spiegato i motivi per la rottura del tavolo di trattativa.

Preoccupazione dai sindacati

“Le parti non hanno voluto firmare per diversi motivi – spiega Lorelli -: oltre all'offerta economica che prevede retribuzioni molto basse, rileviamo un attacco molto forte alle regole nell'ambito dei porti, sia per quanto riguarda il lavoro sia per la produzione. Il rischio, specialmente per i nostri porti, è che la produzione venga eseguita da marittimi imbarcati sulle navi, con la conseguente perdita del lavoro locale”.

L'automazione del lavoro

Forte preoccupazione anche per quanto riguarda l'automazione in ambito portuale “che dev'essere governata e regolata – sostiene il segretario regionale - perché sta prendendo piede in modo incontrollato. Se le operazioni di carico – scarico vengono effettuate da macchine saranno cancellati molti posti di lavoro. Per questo immaginiamo anche un fondo di sostegno al reddito per fare fronte a queste riorganizzazioni aziendali e di accompagnamento alla pensione”.

Regolamenti e monopolio

Oggetto di attenzione e protesta anche i regolamenti contrattuali, specialmente nell'ambito dei porti dove il lavoro è molto strutturato. “È in atto un tentativo di destrutturare il lavoro – spiega ancora Lorelli - che è devastante per il porto stesso e per tutta la filiera della logistica del mare , dei porti e della distribuzione”. Infine, il rischio di monopolio tra le compagnie di navigazione: “C'è una concentrazione a livello mondiale molto forte di queste compagnie - continua il sindacalista -, che influenzano pesantemente anche la contrattazione a livello nazionale. Ormai queste compagnie sono pochissime e si sono ingigantite, il pericolo del monopolio è molto forte e c'è il rischio che non si limitino alla navigazione ma che si installino nei porti facendo i terminalisti, ossia che concedano le piattaforme nell'ambito portuale”.


 

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