Cronaca

Primo giorno di zona gialla: colazioni all'aperto con la bora per "riassaporare" la libertà (FOTO)

Vento e freddo non fermano i triestini che vogliono godersi un caffè al bar dopo mesi di zone rosse e arancioni. Malcontento di alcuni esercenti per le consumazioni vietate al banco e le disposizioni a tratti poco chiare. Il malcontento di Fipe e l'entsiasmo degli avventori, concentrati soprattutto nelle vie più riparate

L’ennesimo scherzo meteorologico di una primavera incostante ha frenato la voglia di libertà dei triestini in questo primo giorno di zona gialla. Oggi, lunedì 26 aprile, il termometro segna 15 gradi e la bora ne fa percepire molti di meno, motivo per cui gli avventori ai tavoli dei bar del centro sono meno di quelli che ci si aspetterebbe dopo la voglia di normalità accumulata in mesi di restrizioni.

I caffè sono consentiti solo all’aperto e al tavolo, vietate le consumazioni al banco, disposizione che ha messo in crisi qualche esercente: alcuni di loro riferiscono di non aver ricevuto comunicazioni chiare in merito alla possibilità o meno di consumare all’interno del locale. Da questo deriva forse il fatto che in alcuni bar i tavoli sono ancora impilati e le serrande sono chiuse. Probabilmente quei tavoli saranno predisposti domani, anche se le previsioni minacciano pioggia, bora e altri gradi in meno rispetto a oggi.

Intervenuto di recente con un comunicato stampa il Presidente di Fipe Confcommercio Lino Enrico Stoppani, critico sul Dl riapertura del Governo Draghi: “si trovano sempre nuovi fantasiosi modi per restringere la possibilità alle nostre imprese di lavorare bene. Le imprese sono esauste e i cittadini sempre meno attenti a seguire regole che cambiano senza senso. Secondo l’interpretazione del Ministero dell’Interno, per il bar al 26 aprile le misure restrittive sono addirittura peggiori di quelle che per mesi hanno adottato in zona gialla”.

Intanto per oggi niente sciami di triestini ai tavoli, che probabilmente all’interno avrebbero trovato riparo e il tempo per una pausa ristoratrice, ma alcuni bar, specialmente in zone più riparate dal vento come Cavana o via Cassa di risparmio, vedono la maggior parte dei tavoli occupati. Il caffè degli specchi nell’esposta e ventosa piazza Unità, invece, non fa il "pienone" e i tavoli occupati sono soprattutto a ridosso dell’edificio.

“Ci voleva proprio – riferiscono alcuni avventori, rispettosamente distanziati in un bar di piazza Cavana – non ci sembra vero di poter vivere un po’ di normalità. Il freddo quasi non lo sentiamo, e intanto pensiamo a un’estate almeno simile alla scorsa. Sperando che i vaccini facciano il loro lavoro”.

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