Referendum taglio parlamentari, per i sondaggi sarà schiacciante vittoria del sì

Nelle medie delle rilevazioni il sì è oltre il 77%. Ma il vero test è l’affluenza

Il Messaggero racconta in un articolo a firma di Giovanni Diamanti che mentre ci sono molte regioni in bilico nel voto del 20 e 21 settembre, il risultato del referendum sul taglio dei parlamentari sembra non essere in discussione: il dato medio dei sondaggi, al netto di una larga fetta di astenuti e ancora indecisi, vede infatti i “sì” oltre il 77%. Un tema molto rilevante, visti i rapporti di forza sbilanciati verso il sì, sarà capire quanti andranno a votare: un’affluenza alta legittimerebbe ulteriormente il risultato, una bassa consegnerebbe ai 5Stelle, per i quali si tratta di una battaglia decisiva e simbolica, una vittoria a metà. In ogni caso questi sono i risultati delle diverse rilevazioni:

  • Il sondaggio di Eumetra dà il sì all'88% e il no al 12%
  • Il sondaggio di Euromedia dà il sì al 73% e il no al 23%
  • Il sondaggio di Demos dà il sì all'82% e il no al 18%
  • Il sondaggio di Noto Sondaggi dà il sì al 67,5% e il no al 32,5%

Il risultato della media è inequivocabile: sì al 77,6% e no al 22,4%. E a questi risultati c'è da aggiungere la rilevazione di Ipsos pubblicata oggi da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, dove è il 71% a dire sì anche se tra gli elettori del Partito Democratico uno su tre è contrario. Gli indecisi sono il 17% e non paiono poter ribaltare il risultato. Intanto sulla legge elettorale il M5s rilancia la richiesta di prevedere le preferenze nel Germanicum al posto dei listini bloccati, richiesta che incontra la freddezza del Pd timoroso che affrontare temi non ancora condivisi possa mettere in discussione l'approvazione del testo base, martedì prossimo in Commissione Affari costituzionali della Camera.

Di certo ora "serietà e trasparenza" sono più che mai necessarie, scrive su Fb Luigi Di Maio che ribadisce le ragioni del Sì al referendum sul taglio degli eletti. Ad anticipare le intenzioni dei pentastellati sul ritorno alle preferenze è stato Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e presentatore lo scorso gennaio del Germanicum, il testo su cui si accordarono allora i partiti ma su cui oggi Italia Viva esprime riserve.

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