Cronaca

«Rigassificatore, massima attenzione per impatto ambientale e per salute dei cittadini»

Conferenza stampa sabato mattina in Municipio dell'Assessore all'Ambiente Umberto Laureni su “Il Rigassificatore di Zaule: nuove iniziative del Comune di Trieste” per illustrare la posizione dell'Amministrazione

Conferenza stampa sabato mattina in Municipio dell'Assessore all'Ambiente Umberto Laureni su “Il Rigassificatore di Zaule: nuove iniziative del Comune di Trieste” per illustrare la posizione dell'Amministrazione e alcune rilevanti novità e interventi in via di svolgimento relativamente al procedimento autorizzativo in corso a livello ministeriale per l'ipotizzata realizzazione a Zaule del rigassificatore di “Gas Natural“.

In tal senso, l'Assessore Laureni – che era affiancato dall'avv. Oreste Danese dell'Avvocatura Comunale – ha dato notizia che nei giorni scorsi il Sindaco Cosolini ha trasmesso ai Ministeri dell'Ambiente, dello Sviluppo Economico e dei Beni e Attività Culturali, alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, alla Provincia di Trieste, ai Comuni di Muggia e San Dorligo della Valle-Dolina, all'Autorità Portuale di Trieste e alla società Gas Natural Rigassificazione Italia S.p.A.,  una nota contenente una serie di considerazioni tecniche derivanti da nuove evidenze geologiche e tettoniche relative al Golfo di Trieste e alla sua costa tali da rendere indispensabile una rivalutazione del rischio sismico dell'area.

Delle novità in questione – ha spiegato Laureni, riprendendo il testo della lettera del Sindaco agli Enti suddetti - il Comune di Trieste è venuto a conoscenza a seguito della conferenza tenutasi il 24 febbraio scorso alla Biblioteca comunale di Monfalcone sul tema Acque carsiche e geologia profonda … da ponente a levante per più di un miglio .... Tra i relatori, Martina Busetti, primo ricercatore presso l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) di Trieste, aveva illustrato i risultati delle ricerche, in parte inediti e in parte già pubblicati (Busetti et alii, 2010. Dinaric tectonic features in the Gulf of Trieste (Northern Adriatic) - Bollettino di Geofisica Teorica e Applicata, 51(2-3), 117-128); Busetti et alii, 2010. Cenozoic seismic stratigraphy and tectonic evolution of the Gulf of Trieste (Northern Adriatic) - GeoActa, SP 3, 1-14; Sirovich et alii, 2012. The problem of earthquake-capable faults and maximum related magnitudes for two critical facilities in Italy and in Slovenia. Proc. 33rd General Assembly of the European Seismological Commission ESC 2012, Aug. 19-24, Moscow, Symp. NIS-3, p. 350), nonchè il proprio articolo su Nuove evidenze geologiche nel Golfo di Trieste e lungo la sua costa: considerazioni in relazione alle proposte di insediamento di impianti strategici” (pubblicato su “Tigor: rivista di scienze della comunicazione”, A. III, 2011, n. 2, luglio-dicembre) nel quale la studiosa sottolineava (a pag. 163) che “l'area del Golfo di Trieste e la relativa costa orientale, mancando informazioni geologiche adeguate e avendo a disposizione solo le registrazioni strumentali e i dati storici, veniva considerata con una sismicità non significativa, mentre i risultati di queste indagini, evidenziando la presenza di faglie con attività recente, suggeriscono una rivalutazione della pericolosità sismica”.

La stessa dott.ssa Busetti, contattata dal Comune di Trieste per fornire gli approfondimenti del caso - ha ricordato ancora Laureni, sempre citando la nota di Cosolini - aveva rimandato all'articolo “Seismogenic sources in the Adriatic Domain” pubblicato sulla prestigiosa rivista “Marine and Petroleum Geology“ (n. 42, 2013, pagg. 191-213) a firma stavolta dei ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, le cui conclusioni, particolarmente in merito all'esistenza di una faglia nel Golfo di Trieste e al potenziale rischio di un evento sismico fino a un'eventuale magnitudo massima di 6,5 (cfr. la pag. 198 del citato articolo, che – va anche detto – a sua volta sintetizzava i risultati di una ricerca di livello europeo nell'ambito del progetto SHARE, vedi https://www.share-eu.org), “rappresentano, a parere di chi scrive, - così la nota di Cosolini - una novità da approfondire”.

“In sostanza – ha precisato Laureni –, come pubblica amministrazione, responsabile della tutela e della sicurezza del territorio, abbiamo ritenuto indispensabile segnalare questi elementi non trascurabili di pura novità ai Ministeri e agli Enti competenti, poiché riteniamo doveroso che a fronte di queste nuove risultanze scientifiche si vogliano compiere tutti i necessari approfondimenti, tanto più visto che di questa importantissima evidenza, proprio in quanto di recente acquisizione, non si è potuto tener conto nella documentazione tecnica trasmessa da Gas Natural e di conseguenza neppure nelle istruttorie degli Enti preposti.”

“E non si intende qui – ha rimarcato l'Assessore comunale all'Ambiente – né alimentare polemiche né evocare alcun allarmismo, ma, in presenza di esiti di ricerca di alto livello scientifico, non si può neppure ignorare la loro esistenza né pensare di non tenerne conto. Il dato a tutti gli effetti è nuovo e, come tale, sposta di fatto – ha detto Laurenile condizioni di partenza su cui si basava il precedente studio di Gas Natural. In questo spirito, ci siamo rivolti alle sedi Ministeriali (e alla stessa Gas Natural), a maggior ragione tenendo presente come le ricerche prodotte provengano da Istituti pubblici a ciò deputati quali l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma (INGV) o come l'OGS di Trieste, il quale, tra l'altro – dato anch'esso da sottolineare -, proprio nel 2013 ha finanziato una campagna con la nave “OGS Explora” nelle acque territoriali slovene per completare, con l'Università di Lubiana e l'Harpha Sea di Capodistria, il rilievo nel Golfo di Trieste, per meglio individuare e più precisamente delineare le faglie attive.”

Sono quindi intervenuti i ricercatori dell'OGS Martina Busetti (l'autrice del citato  articolo su “Nuove evidenze geologiche nel Golfo di Trieste e lungo la sua costa”), Angelo Camerlenghi direttore della Sezione Geofisica e Livio Sirovich (presente anche Francesca Petrera della sezione Comunicazione).

La dott.ssa Busetti in particolare ha ribadito come gli studi sulla faglia del Golfo stiano procedendo per approfondirne l'esatta “qualità” e l'effettiva potenziale “attività” (o “sismogenicità”, ovvero la capacità di concretamente produrre un terremoto). Sottolineando in proposito la novità di queste ricerche, iniziate solo dal 2005, sulla parte sommersa della costa e del golfo, in precedenza del tutto inesplorata dal punto di vista geologico-tettonico; studi condotti sul fondo del mare grazie all'utilizzo della nave oceanografica “OGS Explora” e a tecnologie capaci di indagare il sottosuolo marino fino a circa 2 chilometri di profondità; e quindi ben più significativi delle proiezioni eventualmente delineabili da terra. “In tal senso, e specialmente per indagare sulla effettività “attività” di questa e altre analoghe strutture geologiche sottomarine di quest'area, proprio la prossima settimana – ha spiegato la ricercatrice – inizieranno le operazioni di installazione di una stazione sismica a Punta Salvore (Savudrija) in collaborazione con l'Università di Zagabria.”

Il direttore della Sezione Geofisica Angelo Camerlenghi dal canto suo ha rimarcato “il ruolo dell'OGS al servizio del territorio e delle sue istituzioni”, precisando come non vi siano in questo momento specifici elementi di allarme ma anche sottolineando come mancasse finora una ricerca mirata sul Golfo di Trieste, motivo per cui è previsto “il prossimo posizionamento di una rete di stazioni di misurazione, in più punti su un'area ampia di dimensione 'regionale'.”

Livio Sirovich ha rimarcato come criteri maggiormente cautelativi si debbano adottare specialmente nell'ipotesi di costruzioni nuove di centrali, terminal e impianti sensibili di natura strategica e potenziale maggiore vulnerabilità; facendo l'esempio delle norme americane per cui una centrale nucleare non si costruisce assolutamente nelle prossimità di una faglia ritenuta “attiva”, bensì a molti chilometri di distanza.

In conclusione,  l'Assessore Laureni, dopo aver salutato la collaborazione intervenuta con l'OGS come “un bell'esempio di quel concreto proficuo rapporto che si può instaurare fra le pubbliche amministrazioni e gli Istituti di ricerca del nostro territorio, a vantaggio dell'intera collettività”, ha anche comunicato che – su un altro piano - il Comune di Trieste sta nel frattempo esaminando i presupposti per un ricorso formale sul nuovo iter autorizzativo del rigassificatore, analogamente a quanto svolto dai Comuni di Muggia e San Dorligo-Dolina.

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