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Il San Giusto d'oro 2020 al ricercatore Andrea Segrè, targa speciale a Giovanna Botteri

Il docente triestino, partendo dal suo lavoro all’Università di Bologna ha contribuito a fare della lotta agli sprechi alimentari e della difesa dell’ambiente un tema di rilievo internazionale. Onorificenza anche alla giornalista triestina

l San Giusto d'oro 2020 va ad Andrea Segrè, la targa speciale a Giovanna Botteri. Lo ha deciso l’Assostampa Fvg, articolazione territoriale della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani, che organizza il premio - nato nel 1967 su iniziativa del Gruppo Giuliano Cronisti e giunto alla 54.a edizione - con la collaborazione del Comune di Trieste e il sostegno della Fondazione CrTrieste.

"Con il premio ad Andrea Segrè - spiega Carlo Muscatello, presidente dell'Assostampa Fvg - vogliamo riconoscere e sottolineare l’intuizione e l’importante lavoro svolto in questi anni dal docente e ricercatore triestino, che partendo dal suo lavoro all’Università di Bologna ha contribuito a fare della lotta agli sprechi alimentari e della difesa dell’ambiente un tema di rilievo internazionale. È partito da un dato di fatto: a fronte di oltre 800 milioni di persone che nel mondo soffrono ancora la fame, quasi un terzo del cibo viene sprecato senza nemmeno arrivare in tavola. Uno spreco eticamente non accettabile che è anche un problema ambientale, essendo fra i responsabili del surriscaldamento globale. L’intuizione di Segrè, figlia degli insegnamenti ricevuti in famiglia dalla nonna lussignana e in sintonia con il magistero di Papa Francesco, assume ulteriore valore in questi tempi drammatici di pandemia, che con l’emergenza sanitaria sta portando con sé anche quella economica e sociale”.

“Con la targa speciale a Giovanna Botteri - aggiunge il presidente di Assostampa Fvg - premiamo il lavoro di una collega giornalista nata a Trieste, che qui ha mosso i primi passi di una carriera che l’ha portata a essere testimone dei grandi avvenimenti internazionali degli ultimi decenni. Le guerre nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq, gli anni della presidenza Obama e di quella Trump, e poi l’arrivo in Cina proprio all’esplodere della pandemia che ha cambiato il mondo, raccontando agli italiani con due mesi di anticipo quello che poi sarebbe purtroppo accaduto anche nel nostro Paese. Giornalista dell’anno e volto tv popolare in questo drammatico 2020, Botteri ha sempre raccontato i fatti con sensibilità, senza indulgere a facili protagonismi, ponendosi dalla prospettiva della gente comune. E non dimenticando mai quel tocco di femminile triestinità di chi ha girato il mondo ma non ha dimenticato la propria città e le proprie origini”.

“L’edizione 2020 del San Giusto d’oro - conclude Muscatello - è doverosamente dedicata a tutti i nostri operatori sanitari, impegnati in questi drammatici mesi nella lotta alla pandemia, per la salute e la vita delle persone”.

La cerimonia di consegna del premio e della targa si terrà nella prima metà di dicembre nell’aula del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, stante l’inagibilità della tradizionale sede del Municipio triestino.

Andrea Segrè 

Nato a Trieste il 5 febbraio 1961. Nipote di Pierpaolo Luzzatto Fegiz, fondatore della Doxa e San Giusto d’Oro 1976, dopo il Liceo Scientifico Oberdan si è iscritto alla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna dove si è laureato con 110/100 e lode, premio Cesare Zucchini per la miglior tesi di laurea e pubblicazione (1986). Nel 1989 ha conseguito il Master of Science in Politiques Agricoles et Administration du Développement all’Institut Agronomique Méditerranéen di Montpellier. Nel 1991 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Economia e Politica agraria. Fra il 1988 e il 1992 è stato Visiting Fellow presso il Department of Agricultural Economics della Cornell University negli Usa.

Nel 1991 è entrato all’Università di Bologna come Ricercatore, nel 1997 come Professore associato, nel 2000 è stato chiamato a ricoprire la cattedra di Politica agraria internazionale e comparata dalla Facoltà di Agraria. Nel 2005 è stato eletto preside della stessa Facoltà, il più giovane in Italia, incarico mantenuto fino al 2012. Dal 2012 al 2015 è stato Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna. Dal 2016 al 2019 ha insegnato Economia circolare all’Università di Trento.

Il riconoscimento scientifico in campo agroalimentare e ambientale si è concretizzato con la nomina ministeriale nei due principali enti di ricerca nazionali vigilati dai Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura. Nominato dal Ministro dell’Ambiente dal 2014, è membro del Consiglio scientifico dell’Istituto Superiore di Protezione Ambientale, riconfermato nel 2017. Dal 2017 è membro del Consiglio scientifico del Centro per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, nominato dal Ministro delle Politiche agricole.

Dal 2012 è presidente del Centro Agroalimentare di Bologna, uno dei più importanti mercati all’ingrosso a livello nazionale, dove ha ideato e promosso assieme al Comune di Bologna e agli investitori privati il parco tematico agroalimentare F.I.CO (Fabbrica Italiana Contadina). Dal 2014 è presidente del Comitato Scientifico del Fondo Parchi Agroalimentari italiani che ha portato alla realizzazione di F.I.CO e dal 2016 è presidente della Fondazione F.I.CO per l’educazione alimentare e alla sostenibilità.

Dal 2015 al 2020 è stato presidente della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige.

Segrè è noto soprattutto per essere uno dei pionieri in Italia e nel mondo della lotta allo spreco alimentare, dove ha ripreso molto della tradizione lussignana tramandatogli dalla nonna Ivetta Tarabocchia Luzzatto Fegiz a partire dal famoso decalogo che inizia con “non ste viziar i fioi”.

Nel 1998 ha ideato il progetto di ricerca Last Minute Market, poi spin off dell’Università di Bologna (2007) e infine impresa sociale (2017), diventata iniziativa di riferimento nazionale ed europea per la prevenzione e il recupero a fini benefici degli sprechi di alimenti e altri beni come i farmaci.

Nel 2010 ha ideato e promosso la campagna europea di sensibilizzazione “Spreco Zero”, che si identifica con un vasto movimento internazionale per la riduzione e prevenzione dello spreco alimentare, presentando alla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo la “Dichiarazione contro lo spreco alimentare”, ripresa - nei suoi obiettivi portanti - dal Rapporto di Iniziativa del Parlamento Europeo approvato in seduta plenaria nel gennaio 2012 a Strasburgo: primo obiettivo ridurre del 50% gli sprechi di cibo negli Stati membri entro il 2025.

Nel 2012 ha curato e promosso la “Carta Spreco Zero”, sottoscritta da centinaia di sindaci delle città italiane, fondando l’associazione di Comuni Sprecozero.net. Nel 2013 ha costituito con Swg Waste Watcher, il primo Osservatorio nazionale sugli sprechi alimentari domestici. Sempre nel 2013 è stato nominato dal Ministro dell’Ambiente coordinatore del Piano Nazionale per la prevenzione degli sprechi alimentari e poi nel 2014 presidente del Comitato tecnico-scientifico del Piano Nazionale per la Prevenzione dei Rifiuti, poi riconfermato dal 2017.

Ha ideato con il Ministero dell’Ambiente la “Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare”, che si è svolta per la prima edizione il 5 febbraio 2014, e il “Premio Vivere a Spreco Zero”, che dal 2014 premia enti, istituzioni, associazioni, scuole, cittadini che si sono distinti con progetti originali per contrastare lo spreco.

Il 29 settembre 2020, nell’evento organizzato dalle Nazioni Unite-Fao in occasione della “Prima giornata internazionale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari”, è stato l’unico relatore italiano a intervenire nella celebrazione ufficiale, un riconoscimento globale per l’impegno profuso in tanti anni di ricerca e iniziative concrete.

Tra i premi e le onorificenze, nel 2012 gli è stato attribuito il Premio internazionale Pellegrino Artusi, nel 2013 ha ricevuto il Premio alla Carriera dell’Associazione Internazionale di Comunicazione Ambientale, il Premio Giovanni Borghi e il Premio Vincenzo Dona. Nel 2014 la Città di Imola gli ha assegnato il Garganello d’Oro. Nel 2019 ha vinto il Premio WeFree Days della Comunità di San Patrignano, il Premio Popoli promosso dal Popoli Pop Cult Festival, il Premio Stili di vita per la Salute e il Benessere dell’Università di Bari. Nel 2020 gli è stato attribuito il 55° Verdicchio d’Oro.

Il 2 giugno 2015 il Presidente della Repubblica lo ha nominato Commendatore dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.

Giovanna Botteri

Nata a Trieste, laureata in Filosofia, è giornalista professionista. Ha conseguito un dottorato alla Sorbona – Paris IV. Avvia il proprio percorso collaborando a riviste di filosofia, come Aut Aut e Alfabeta, poi, dal 1983, con i quotidiani Piccolo e Alto Adige. Comincia a lavorare con la Rai nel 1985, nella sede di Trieste. Nel 1988 viene chiamata da Michele Santoro a Samarcanda, su Rai3, e successivamente, al Tg3, dove svolge il praticantato giornalistico, Dal 2000 diventa una delle anchorwoman del Tg3, conducendo prima le edizioni serali, poi quella principale.

Come inviata ha seguito i più importanti avvenimenti internazionali e tutti i grandi conflitti. A cominciare dal crollo dell'Unione Sovietica e l'inizio della guerra nella ex Jugoslavia nel 1991. Dal 1992 al 1996 è in Bosnia e nella Sarajevo assediata, poi in Algeria, Sudafrica, Iran, Albania, Kosovo. Nel 2001 è a Genova per il G8. Tra il 2001 e il 2005 segue i conflitti in Afghanistan e Iraq: filma in esclusiva mondiale l'inizio dei bombardamenti su Baghdad e l'arrivo dei carri armati statunitensi nei mesi di marzo e aprile del 2003. Nel 2006 è in Libano, con il contingente di pace italiano, e in Siria, per l’inizio della rivolta anti Assad. Nell’aprile del 2007 entra in esclusiva nella centrale nucleare iraniana di Natanz.

Nel maggio 2007 diventa corrispondente e poi capo dell’ufficio Rai dagli Stati Uniti.  Segue tutta la campagna elettorale che porterà all’elezione di Barack Obama, la grande recessione economica con il crollo di Wall Street, la guerra all’Isis, l’ascesa e la vittoria di Donald Trump.

Dal settembre 2019 è capo dell’ufficio di Corrispondenza Rai per il sud est asiatico, con base a Pechino. È una dei rari corrispondenti occidentali testimoni dell’inizio della pandemia di Coronavirus, dei primi lockdown e della diffusone di Covid19.

Ha insegnato al Master di Studi Internazionali del polo universitario di Trieste, Udine e Gorizia.

Tra i molti riconoscimenti nazionali e internazionali, giornalista dell’anno per il premio Ischia 2020, la nomina a Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana , il Premio giornalistico Europa, due volte il premio Ilaria Alpi, il premio Hemingway, il premio internazionale Matilde Serao, il premio Luchetta alla carriera.

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