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Sciopero Lidl, Usb: «Un low cost sulle spalle dei lavoratori che vivono un "film dell'orrore"»

«Spazi inadeguati per lavorare, problemi di igiene, problemi di ergonomia, carichi pesanti e mansioni spesso non corrispondenti col lavoro svolto stanno progressivamente debilitando fisicamente le persone»

I lavoratori di Lidl Trieste, il 26 maggio, sciopereranno tutto il giorno con un presidio a Valmaura, dalle 11 alle 14.
Così si esprime Sasha Colautti, sindacalista per "Usb lavoro privato": «“Lidl è per te” è la frase che accoglie i clienti all'entrata. Il Low cost dal volto buono che però pagano tutto i lavoratori. Perchè il “dietro le quinte” del LIDL è un film dell'orrore applicato alla giornata di lavoro. E le lavoratrici ed i lavoratori vogliono dire basta».

Secondo Colautti «I lavoratori LIDL sono stanchi di subire una condizione di lavoro che li sta logorando sia fisicamente che mentalmente e dove in nome di efficienza e produttività le irregolarità e gli abusi contrattuali e di legge non si contano più: La maggior parte delle persone sono assunte con contratti PART-TIME e LIDL pur non potendo farlo per legge, impone cambi di profilo orario continui e senza preavviso, anche di giorno in giorno, rendendo la vita impossibile e impedendo di organizzare la tua esistenza in famiglia e coi figli e le scadenze. La disorganizzazione è totale e viene scaricata completamente sulle maestranze attraverso procedure che una volta applicate dai capi-reparto (puniti ed emarginati a loro volta se non lo fanno) rendono i reparti invivibili».

«La sicurezza ed il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori - continua il rappresentante Usb - per LIDL semplicemente non esiste. Persone che fanno praticamente di tutto, spazi inadeguati per lavorare, problemi di igiene, problemi di ergonomia, carichi pesanti e mansioni spesso non corrispondenti col lavoro svolto stanno progressivamente debilitando fisicamente le persone, facendo aumentare vertiginosamente i casi di infortunio e inabilità al lavoro. Su queste persone sfortunate vengono fatte pressioni enormi per dimettersi, pena l'emarginazione e l'isolamento e tutti questi elementi - come aggravante finale - diventano esponenziali se parliamo di lavoratrici di sesso femminile. Su tutte queste tematiche USB ha richiesto più volte di poter incontrare l'azienda ma senza risposta alcuna».

«Di recente - conclude - l'azienda a livello nazionale ha sottoscritto un accordo integrativo che peggiora le norme in azienda (anche sulle domeniche) ed in cui si disconosce completamente il ruolo delle rappresentanze sindacali “non firmatarie”, inibendo addirittura il diritto alla rappresentanza in materia di sicurezza. La nostra organizzazione invita gli organi di stampa a dare risalto a questa vertenza, in un momento in cui in salute e sicurezza sui luoghi di lavoro dovrebbero essere messi al centro della discussione e USB chiede solo di poter discutere con l'azienda».

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