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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Test Invalsi: il video che dimostra come avviene l'inserimento delle risposte degli alunni

La denuncia video di un docente delle superiori, Daniele Stroppolo, professore udinese che insegna materie letterarie in un istituto triestino: «Ecco in che modo lo Stato italiano chiede agli insegnanti di utilizzare il proprio tempo e le proprie energie: ore ed ore di immissione manuale di dati da test cartacei a file Excel»

Daniele Stroppolo, giovane professore udinese che insegna materie letterarie in un istituto di Trieste, ha scritto una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al Ministro Stefania Giannini alla quale ha anche allegato un video dimostrativo su come vengono inseriti i dati al computer inerenti le risposte al test Invalsi dei propri studenti. Un lavoro gratuito e alienante che richiede dai 4 ai 5 minuti per ogni singolo test.

I questionari previsti dall'Invalsi sono tre (c'è infatti quello di Italiano, quello di Matematica e il questionario generale), ogni docente perde in media dai 12 ai 15 minuti ad alunno; ovvero, circa 4-5 ore a classe se calcoliamo che ogni aula è composta in genere da una ventina di studenti. È da sapere che i soli docenti coinvolti nell'immissione dati sono solo due: sono quelli di matematica, per test relativo alla loro materia, e quelli di italiano, per gli altri due questionari.

Di fatto ciascuno dovrebbe lavorare da solo ma, generalmente, ci si organizza tra colleghi per fare l'inserimento a coppie. Da soli, ha spiegato Stroppolo ai nostri colleghi di UdineToday, diventerebbe un lavoro infinito e massacrante.

«Ecco in che modo lo Stato italiano chiede agli insegnanti di utilizzare il proprio tempo e le proprie energie - spiega Stroppolo nella descrizione del video -. Ore ed ore di immissione manuale di dati da test cartacei a file Excel. Vi sembra opportuno – domanda il professore nella lettera indirizzata al Premier Renzi-, costringere una categoria di professionisti seri a mansioni del genere? Davvero nel 2015 non risulta possibile somministrare informaticamente un test a risposta multipla? Davvero non c'è modo migliore di sfruttare il nostro servizio

Questo il testo integrale della sua missiva.
Presidente Matteo Renzi, Ministro Stefania Giannini,
non tutti gli insegnanti sono pigri, retrogradi o svogliati; entrambi l'avete sottolineato più volte e molti apprezzano lo sforzo di distinguere tra chi dimostra buona volontà e propensione al cambiamento (quando si ritiene che questo davvero possa migliorare la situazione in essere) e chi preferisce rimanere ancorato alle proprie abitudini col solo scopo di non faticare. Chi Vi scrive è un insegnante che ritiene di aver sempre cercato di comprendere in quale direzione le iniziative dei vari governi intendessero portare il sistema scolastico.
Non intendo, con questa mia breve lettera, entrare nel merito della riforma nascitura; preferisco invece richiamare la Vostra attenzione su una delle tante mansioni che gli insegnanti sono costretti a svolgere e che sviliscono la nostra professione e ci umiliano personalmente. Si tratta della trasmissione dei dati relativi ai test Invalsi. Siamo personale qualificato, scelto per contribuire alla formazione ed all'educazione di chi frequenta la scuola. Nel caso di questi test, invece, ci viene richiesto di non svolgere alcun ruolo educativo; non ci è riconosciuta neppure la fiducia necessaria per affidarci la correzione delle prove. Siamo obbligati, al contrario, ad immettere meccanicamente centinaia di voci per ciascun alunno copiando le sue risposte dal test cartaceo ad un file informatico da inviare all'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell'Istruzione. Un'operazione lunghissima, che richiede molte ore (ovviamente non retribuite) di un lavoro alienante, avvilente, umiliante.
Ecco, non intendo neppure entrare nel merito dell'opportunità o meno della somministrazione di questi test; ma gentili Presidente e Ministro, vi sembra opportuno costringere una categoria di professionisti seri (e che a Vostro dire andrebbe anche rivalutata socialmente, oltre che economicamente) a mansioni del genere? Davvero nel 2015 non risulta possibile somministrare informaticamente un test a risposta multipla? Davvero non c'è modo migliore di sfruttare il nostro servizio? Allego un video illustrativo. Cordialmente,
prof. Daniele Stroppolo,
docente di materie letterarie alle scuole superiori

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