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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca

Profughi Ucraina, Siulp: "La situazione è potenzialmente esplosiva, va affrontata subito"

Il sindacato: "Serve una task force dedicata e specializzata che possa occuparsi esclusivamente del tema dell'immigrazione"

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del Siulp

Come era facilmente intuibile e soprattutto prevedibile il flusso di profughi - perché va subito detto a chiare lettere che si tratta di profughi – che scappano dalla terribile guerra in atto in Ucraina si sta riversando sui nostri confini ed aumenta giorno dopo giorno. La situazione è potenzialmente esplosiva e va affrontata subito iniettando nel tessuto locale le opportune risorse economiche, logistiche, di uomini e mezzi, sanitarie che possano farci gestire una trattazione superemergenziale come quella in atto. Ricordiamo che il flusso della disperazione Ucraina per l’immane tragedia in atto si sommerà a quello afgano-pakistano portando a numeri che già prima di questo nuovo fronte avevamo serie difficoltà a gestire a livello locale.

Oggi in Questura iniziamo ad avere i corridoi pieni, l’atrio pieno, le file davanti al Teatro Romano ben visibili. I Colleghi rimangono a contatto con l’universo mondo dei migranti stipato in spazi angusti procedendo alla trattazione atti per ore ed ore. I colleghi della Polizia Scientifica sono al foto-segnalamento per 12/14 ore consecutive, respirando la medesima aria di una piccola stanza filtrata solo da una mascherina di carta. A ciò si aggiungano i problemi relativi alle continue manifestazioni. Una miscela che mette in pressione tutto l’apparato tergestino. Sono più di quindici anni che Trieste è sola, la Polizia è sola, i Colleghi sono soli a farsi carico, tra mille difficoltà, della gestione permanentemente emergenziale di questo dramma umano a cui oggi si aggiunge l’ulteriore dramma dell’Ucraina che pensare si risolva con il cessate il fuoco è miope!

L’Ucraina è ferita e andrà ricostruita con i tempi che servono Nelle more supereremo di gran lunga i tre mesi di permanenza dei profughi in sede a cui dovrà gioco forza essere rilasciato un titolo di soggiorno già allo studio da parte del Governo. L’impatto sulle nostre strutture amministrative sarà enorme, faraonico, sicuramente non gestibile con le attuali scarne risorse e lo vediamo aumentare di giorno in giorno nonostante le rassicuranti parole delle istituzioni che parlano di flusso in transito.

Dobbiamo cambiare visione e non considerare l’immigrazione su Trieste come un fattore emergenziale, ma come una realtà ordinaria con numeri molto alti rispetto alla superficie ed alle risorse presenti con i quali, dovremo convivere al meglio per i prossimi anni a venire. Serve uno spazio adeguato per la raccolta, trattazione, procedure consequenziali al rintraccio/accoglienza che non sia una stanza singola o un container. Servono plurime postazioni di lavoro dedicate, sia per il foto-segnalamento (una è assolutamente insufficiente) che per la redazione atti. Serve una Commissione Territoriale potenziata al pari di tutte le strutture coinvolte perché se tutti i vagoni del treno della sicurezza e dell’accoglienza non mantengono la stessa velocità, il treno deraglia. Servono norme chiare, semplici e protocolli operativi cristallini. Serve una task force dedicata e specializzata che possa occuparsi esclusivamente di questo tema.
Una task force interforze adeguatamente formata e dotata di tutte le risorse necessarie. Serve un tavolo permanete allargato che si riunisca mensilmente (magari integrato dalle rappresentanze sindacali) e che possa aiutare ad individuare le buone prassi, oltre alle criticità emergenti che non mancheranno di sicuro. Serve la sinergia di tutti i soggetti istituzionali locali e nazionali di buona volontà. Serve un impegno profondo per coinvolgere altresì le istituzioni sovranazionali a mettere in campo risorse reali da spendere per affrontare adeguatamente la drammatica situazione in atto.

L’Ucraina chiama, i Poliziotti triestini con il consueto spirito di abnegazione e sacrificio sono già al lavoro. Le Istituzioni siano all’altezza del compito. Il nostro Paese è grande e possiamo dimostrarlo nuovamente in questo drammatico frangente, ma abbiamo bisogno di tutto il sostegno possibile, nazionale e sovranazionale.

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