Al Tiare Shopping per evitare i Carabinieri, ma i militari scoprono le loro intenzioni

Sequestrati 250 chili di sigarette di contrabbando: due contrabbandieri avevano stipato 1180 pacchetti di tabacchi di lavorazione extraeuropea (Serbia), prevalentemente di marca Marlboro e in minore quantità Winston, introdotti nel territorio italiano senza pagamento delle accise e dell’IVA dovuta

Volevano evitare che le loro auto venissero ispezionate ad un posto di controllo i due cittadini serbi, in sosta con le loro station wagon presso il parcheggio del centro commerciale Tiare shopping, in attesa che la pattuglia di Carabinieri di Gradisca d’Isonzo (GO), posizionata all’ingresso del casello autostradale di Villesse, interrompesse l’attività di monitoraggio dei veicoli. Ma i militari dell’Arma, insospettiti dalla deviazione delle due auto e dall’atteggiamento sospetto dei due guidatori, ha deciso di procedere con l’ispezione dei mezzi, scoprendo che nei bagagliai i due contrabbandieri avevano stipato 1180 pacchetti di tabacchi di lavorazione extraeuropea (Serbia), prevalentemente di marca Marlboro e in minore quantità Winston, introdotti nel territorio italiano senza pagamento delle accise e dell’IVA dovuta.

L’intervento della Guardia di Finanza, competente sulle violazioni in materia tributaria, ha consentito il sequestro dell’intero carico – per un peso complessivo di circa 250 chili – e la denuncia all’Autorità Giudiziaria dei due soggetti serbi: l’introduzione nel territorio di un quantitativo di tabacchi di lavorazione estera superiore a 10 chili procapite determina, infatti, l’avvio dell’istruttoria penale e, in caso di rinvio a giudizio e condanna, le sanzioni della reclusione ovvero della multa.

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«Si ricorda - spiega la Guardia di Finanza -, che mentre al cittadino dell’Unione Europea è consentita l’introduzione procapite fino a quattro stecche di tle, al cittadino extracomunitario tale limite è ridotto a una stecca e sempre che ci si trovi in presenza di persona maggiorenne».

I due cittadini serbi, dopo le perquisizioni personali e l’ispezione delle loro autovetture, noleggiate per l’occasione in Slovenia, non hanno fornito alcuna spiegazione sulla destinazione del carico illegale.

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