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Convegno sui 300 anni del porto: "Trieste torna al centro del mondo"

Potrebbe essere questo il leit motiv del convegno "Trieste Città-Porto: 300 anni di Porto Franco" che si è svolto questa mattina nella sala del Ridotto del teatro Verdi nel capoluogo regionale. Dipiazza: "Nessuna città in Italia sta correndo come noi"

Trieste torna ad essere al centro del mondo grazie al suo porto. Potrebbe essere questo il leit motiv del convegno "Trieste Città-Porto: 300 anni di Porto Franco" che si è svolto questa mattina nella sala del Ridotto del teatro Verdi nel capoluogo regionale. Durante la mattinata si sono tenuti i saluti istituzionali delle autorità, mentre successivamente si sono succeduti alcuni interventi di analisi tecnica sul futuro del porto, vero elemento di dibattito al di là dell'importante ricorrenza. Nel pomeriggio invece nella sede della Camera di Commercio della Venezia Giulia si terranno oltre "120 incontri tra imprese italiane e austriache"

Momento di grande importanza nello scacchiere internazionale

“Oggi celebriamo i 300 anni del porto di Trieste, quel 1719 che rappresenta una data importantissima per tutta la città" ha affermato Graziano Pizzimenti, assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio. "Sono tanti ma non lo dimostrano perché mai come in questo periodo il porto sta vivendo un momento di grande importanza all'interno dello scacchiere internazionale, soprattutto in virtù dello sviluppo che ha avuto costantemente in tutti questi ultimi anni”. Secondo Pizzimenti "il momento di analisi storica deve andare a braccetto con l'analisi del futuro di Trieste e di tutta la regione. La simbiosi tra l'elemento urbano e il mare è talmente forte che il porto è la città e viceversa". 

"Facciamo questo mestiere da 300 anni"

Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia ha affermato che “Trieste è tornata ad essere al centro del mondo. La lungimiranza asburgica rese baricentrica la città in Europa ed è per questo che siamo convinti che un nuovo risorgimento triestino possa manifestarsi. Il nostro paese ci sta guardando e i 300 anni del porto sono sì, un anniversario significativo, ma dobbiamo sfruttarli bene e per questo necessitiamo di prendere ad esempio il passato: cogliere oggi, come all'epoca, l’opportunità di far diventare Trieste una città emporiale, una città al centro dell'Europa”.

Paoletti ha rimarcato come nel Settecento “fu creato un ambiente favorevole per lo sviluppo della città, in quel fiorire di attività storiche ancora oggi presenti. Oggi - ha continuato il presidente della Camera di Commercio - l’incremento dei traffici è direttamente proporzionale allo sviluppo dell’area retroportuale. Trieste è riferimento per molti e per noi, ciò che è fondamentale, è che lo sia anche per il sistema delle imprese. Nel futuro dovremmo essere bravi a ripercorrere la stessa strada". 

"Nessuna città in Italia sta correndo come noi"

Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha parlato del fatto che "la città è sempre stata abituata a convivere con gli altri, dando vita a quella città multietnica che ancora oggi sopravvive. Qui si parlava d'Europa quando in Italia nessuno aveva idea di cosa significasse. Siamo pronti - ha continuato il primo cittadino - a dare la concessione agli amici cinesi, che non significa svenderlo. Grazie a tutto questo sviluppo potremmo tornare a crescere come popolazione. Tutto ciò potrà portare ricchezza per noi e per il nostro paese. Infine credo che dobbiamo fare in modo che questo avvenga nel modo migliore: nessuna città d’Italia infatti sta correndo come noi”. 

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