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Truffa dell'incidente stradale, ultra ottantenne derubata di 13 mila euro

La signora ha consegnato i 4500 euro più altri 8500 euro che il finto avvocato le aveva richiesto per le spese di chiusura della pratica

Ieri, nel primo pomeriggio, una signora ultra ottuagenaria è stata truffata con la tecnica del finto danneggiamento a seguito di incidente stradale. L’anziana, raggiunta al telefono da un tale spacciatosi per appartenente all’Arma dei Carabinieri, è stata informata che suo nipote, del quale veniva fornito il vero nome e cognome, aveva causato un incidente stradale e che per ripagare i danni cagionati avrebbe dovuto versare 4500 euro in contanti.

Durante la conversazione telefonica, è giunto presso l’abitazione dell’anziana vittima, un uomo di circa 40 anni, altezza media, vestito con una giacca sportiva scura e con al seguito una borsa in pelle marrone, il quale si è presentato come l’avvocato della parte lesa, incaricato a riscuotere la somma relativa al risarcimento. La signora, confusa dagli eventi e dalla tecnica del raggiro, ha consegnato i 4500 euro più altri 8500 euro che il finto avvocato le aveva richiesto per le spese di chiusura della pratica.

Successivamente, il nipote della donna, informato dell’accaduto, ha allertato la Polizia che sul posto ha potuto solo constatare il raggiro e raccogliere tutti gli elementi utili al fine di identificare i truffatori.

Sempre ieri, una donna classe 1934, ha invece evitato un raggiro con la tecnica della telefonata di un finto poliziotto che avrebbe tratto in stato di fermo il figlio. Alla donna è stata richiesta la somma di 4500 euro per revocare le procedure a suo carico. Il denaro sarebbe stato ritirato dall’avvocato difensore del figlio presso l’abitazione della donna. Quest’ultima, insospettita da tutta la situazione creatasi, ha interrotto la comunicazione e chiamava il 113 che ha provveduto ad inviare sul posto una pattuglia per gli accertamenti del caso.

La Polizia invita la cittadinanza a prestare molta attenzione e di non esitare a chiamare il 113 nel caso in cui qualcuno dovesse sospettare di essere vittima di un raggiro. Sempre, queste persone, desistono dalla loro azione quando le loro vittime richiedono l’intervento della Polizia.

 La Polizia invita inoltre i soggetti più esposti e vulnerabili di non fornire mai a persone sconosciute nomi di parenti o dettagli della propria vita privata, perché proprio queste notizie personali vengono usate dai truffatori per conquistare la fiducia delle loro vittime.

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