menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Truffa allo stato, rubati 2 milioni di euro

Le indagini condotte hanno appurato che gli indagati hanno costituito tre società, a nome delle quali sono stati richiesti illecitamente i contributi

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Gorizia, al termine di un’operazione di servizio finalizzata alla tutela della spesa pubblica ed al contrasto delle frodi al bilancio locale coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia, hanno scoperto una consistente truffa perpetrata dagli amministratori di tre società, attive nel settore della “programmazione e realizzazione di concerti ed eventi musicali”, denunciati per indebita percezione di contributi e truffa aggravata ai danni dello Stato (artt. 316-ter e 640 bis del c.p.).

Gli indagati – dal 2007 al 2013 – hanno richiesto ed ottenuto contributi pubblici, concessi dalla Regione Friuli Venezia Giulia e da diverse amministrazioni comunali, ubicate anche in Veneto, per complessivi 2.000.000 di euro, di cui solo una parte aveva i requisiti per essere concessa ai richiedenti, in virtù del cosiddetto “regime de minimis”, regolamentato da specifiche norme europee e recepito dall’ordinamento nazionale.

Tale strumento legislativo prevede la concessione di contributi pubblici finalizzati all’aiuto alle imprese, che ne fanno richiesta e che siano in possesso di determinati requisiti, nella misura massima di 200.000 euro per ogni triennio, per evitare la naturale insorgenza di effetti distorsivi della concorrenza sul mercato.

Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Gorizia hanno consentito di appurare che gli indagati – al fine di ottenere tali “aiuti di Stato” anche in misura superiore alla soglia massima consentita – hanno costituito in tempi diversi tre distinti soggetti giuridici, a nome dei quali sono stati richiesti i contributi. Nel corso delle investigazioni è emerso, altresì, che una parte delle istanze prodotte per l’ottenimento dei contributi, ricorrendo anche a  false attestazioni.

Il magistrato titolare delle indagini, nel corso del 2015, aveva richiesto ed ottenuto dal Giudice un apposito provvedimento di sequestro di beni immobili e mobili registrati nella disponibilità degli indagati, in misura corrispondente alle risorse finanziarie indebitamente percepite.

Il corrispondente danno erariale è stato quantificato pari a 1.600.000 euro e segnalato alle competenti Procure Regionali presso le Sezioni Giurisdizionali della Corte dei Conti.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Arredare

Appartamento piccolo? I segreti per farlo sembrare più grande

Alimentazione

Utensili e stampi da forno in silicone: rischi per la salute

social

Il Monviso fotografato da 270 chilometri: la foto è subito virale

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Veicoli Commerciali

    Mezzi pesanti: regole e limiti di velocità

  • Scuola

    Metodo di studio: i consigli per memorizzare in poco tempo

Torna su

Canali

TriestePrima è in caricamento