La crisi

Crisi Flex, al Mise è fumata nera, altro tavolo tra una settimana

L'azienda ha chiesto di dilazionare la possibile soluzione a febbraio. "Non va bene, vogliamo che siano garantiti i livelli di occupazione" così Roda della Uil. Colautti (Usb): "L'azienda ha gettato la maschera"

ROMA - Tra una settimana si dovrebbe arrivare a conclusione. A meno di inaspettati colpi di scena, il tavolo di discussione al Ministero per lo sviluppo economico tra sindacati e la Flex potrebbe chiudere la partita. Sono stati gli stessi sindacati a stoppare la richiesta dell'azienda di posticipare l'eventuale soluzione al mese di febbraio. "L'azienda ci ha detto che oggi non sono in grado di dare garanzie - ha spiegato Antonio Rodà della Uil - ma non va bene chiedere un rinvio di mesi. Noi vogliamo che sia garantita l'occupazione". 

Una crisi, quella di Flex, aperta diversi mesi fa. Tra interinali e uscite volontarie, la situazione non è delle più rosee. "Oggi si sarebbe dovuto chiudere il caso con le garanzie per gl interinali - continua Rodà - ma di fatto quel punto di equilibrio non è stato raggiunto. Dovremmo arrivarci al 27 di questo mese". Al netto delle bozze di accordo grazie anche alla supervisione del ministero, Usb non ci sta e rilancia. "L'azienda ha dichiarato ufficialmente davanti ai funzionari del ministero che non è in grado di garantire in alcun modo e di impegnarsi sui livelli occupazionali nell'immediato futuro. Altro che uscite volontarie. Nei fatti oggi si è riavvolto il nastro della trattativa. Davanti l'impossibilità di garantire prospettive future, abbiamo richiesto all'azienda di fare un passo indietro". 

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