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Il masterplan / Muggia - San Dorligo / Località Noghere

Ex serbatoi di petrolio produrranno energia grazie al mare: il progetto Noghere

Il masterplan di parte della riconversione della zona, prevista grazie ai 60 milioni di euro provenienti dal Pnrr, è stato diffuso nei giorni scorsi dalla Carlo Ratti associati. Zeno D'Agostino: "E' parte integrante per lo sviluppo di tutta l'area"

TRIESTE - Un parco energetico inserito all'interno del cosiddetto "orto franco" e dove spiccherà la riconversione, in enormi batterie d'acqua, di sei ex serbatoi di petrolio. E' quanto è contenuto nel masterplan, commissionato dall'Autorità portuale di Trieste alla Carlo Ratti associati, diffuso nei giorni scorsi attraverso i canali ufficiali dello stesso studio di design e innovazione. La zona interessata corrisponde all'area ovest del comprensorio Noghere, con i vecchi serbatoi che andranno a contenere complessivamente circa 110 mila metri cubi d'acqua. 

Lo studio

Il progetto diffuso dallo studio internazionale sembra essere molto di più di una ipotesi. "E' parte integrante per lo sviluppo di tutta l'area" spiega il presidente del porto Zeno D'Agostino. L'operazione (inserita nel contesto del finanziamento da 60 milioni provenienti dal Pnrr) era stata già annunciata diversi mesi fa, ma da qualche giorno il masterplan è stato pubblicizzato dalla Carlo Ratti associati. Oltre 360 mila metri quadrati da trasformare in un vasto parco di energia rinnovabile. "Proponendo un nuovo modo di riutilizzare ex strutture industriali - scrive la CRa -, il design impiega fonti di energia rinnovabile in modo integrato". 

Una piccola centrale idroelettrica

Si parla di un sistema capace di pompare l'acqua del mare all'interno dei serbatoi (grazie a pannelli fotovoltaici disseminati nell'area), immagazzinarla e, dopo aver prodotto energia idroelettrica, riversarla di nuovo in mare. "Il sistema - scrivono - funziona come una piccola centrale idroelettrica. La soluzione è completamente rinnovabile. Quello che un tempo inquinava l'ambiente, oggi può essere la rivoluzione verde". All'interno del parco sorgeranno aree verdi, fattorie urbane e un centro di ricerca biotecnologica. 

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